THE GRAND UNDOING – Songs For The Sleeping
THE GRAND UNDOING
SONGS FOR THE SLEEPING
Autoprodotto 2026
Songs For The Sleeping è il quinto album dei The Grand Undoing, collettivo musicale con base a Boston che ruota attorno al suo fondatore, cantante, bassista, chitarrista e autore Seth Goodman. Nei lavori precedenti The Grand Undoing avevano messo a punto un sound distintivo, radicato in quattro pilastri: power pop, prog, psichedelia e punk. Ora, con questa nuova uscita hanno decisamente lasciato indietro le influenze psichedeliche, approdando in uno spazio sonoro tra pop e rock, il tutto arricchito da arrangiamenti ispirati e testi toccanti con una produzione in studio molto curata. Figlio unico, Goodman ha trovato rifugio nella musica. Durante l’adolescenza e i vent’anni ha iniziato a frequentare concerti punk rock e a suonare in diverse band. Nei trent’anni, ha affrontato lunghi tour come bassista e chitarrista, affinando così la propria arte. Nel 2011 ha dato il via al progetto The Grand Undoing, scrivendo e registrando brani che raccontano le gioie, i desideri e i distacchi tipici della mezza età. Dopo Sparks Rain Down From The Lights Of Love del 2016 e l’interessante In A Vigil State del 2020, Goodman ha lasciato passare più di cinque anni nei quali ha concepito e realizzato Songs For The Sleeping.
La formazione variabile di musicisti comprende tra gli altri il co-produttore Ted Powers (voce, tastiere, chitarra e percussioni), Keith Jaques (voce, chitarra, sitar, percussioni), Kurt Johnson (pedal e lap steel, chitarra, tastiere) e Dave Westner (batteria), con il prestigioso ospite batterista Dave Mattacks (Fairport Convention). Dall’apertura graffiante e grintosa di Sing A New Morning in cui sono evidenti le similitudini vocali con David Bowie alla chiusura venata di prog di Now I’m Going Home con una coda orchestrale, il disco offre un mix stimolante nel quale spiccano la melodica I’m Being Called, la maestosa Creatures e l’inquietante ballata The Sun Is Stranger con qualche richiamo ai King Crimson più melodici.
Paolo Baiotti
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