FRIDAY FUZZ – Much Funk About Nothing
di Paolo Baiotti
8 giugno 2026
FRIDAY FUZZ
MUCH FUNK ABOUT NOTHING
No Music No Life 2026
I Friday Fuzz sono un collettivo di musicisti professionisti con anni di collaborazioni di rilievo alle spalle. Marco Leo (chitarra), Cesare Pizzetti (basso), Elvin Betti (batteria) e Niccolò Barozzi (tastiere) hanno lavorato con alcuni tra i più grandi musicisti italiani, tra cui Tullio De Piscopo, Fabrizio Bosso, Paolo Tommelleri, Casinò Royale e Aereoplani Italiani, solo per citarne alcuni. La loro esperienza si estende alla composizione e alla scrittura di musica per la televisione, sia fiction che pubblicità, con collaborazioni consolidate con Mediaset, Rti e Sky. Attivi in diverse produzioni jazz, rock-funk e fusion nell’area di Milano, i Friday Fuzz hanno il loro centro creativo al Bluescore Studio, realtà attiva a Milano da oltre 20 anni. Questo progetto nasce dalla volontà di sperimentare ricerche sonore con l’obiettivo di carpire le prospettive e gli orizzonti che la musica strumentale non ha ancora raggiunto. La loro musica è il risultato di una creatività collettiva, dove ogni musicista si siede ai propri strumenti e improvvisa insieme in studio, creando un sound unico e organico con atmosfere che spaziano da momenti più rarefatti e introspettivi a orizzonti più rock e psichedelici, sempre con il funk come filo conduttore. Il risultato è Much Funk About Nothing, un album interamente strumentale (e questo può essere un limite per l’ascoltatore) in cui sul funky di partenza con atmosfere cinematografiche che ricordano l’epoca della Blaxpoitation degli anni Settanta (ricordate Shaft?) vengono inseriti elementi di garage rock e un pizzico di psichedelia. Un disco coerente, che si ascolta avendo l’irresistibile voglia di muovere i piedi e le gambe laddove il ritmo accelera come nell’apertura trascinante di New Dehli Riot immersa in azzeccate distorsioni, in Psyche, nella cadenzata In The Closet o nell’ondeggiante The River of Generation caratterizzata da un basso pulsante e di sedersi languidamente su un divano a luci basse, magari in buona compagnia, laddove il ritmo rallenta come nella riflessiva Hangover Split, nella rilassata Alone In a Lo-Fi Mood o nella quieta Slow Hand Pocket, mentre la psichedelica Street of Detroit si distacca dai ritmi predominanti mettendo in luce chitarre, synth e tastiere.
Paolo Baiotti

