JASPER LINDELL – 3614 Jackson Highway/Royal

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JESPER LINDELL
3614 JACKSON HIGHWAY (Yep Roc 2026)
ROYAL (Yep Roc 2026)

Jasper Lindell, svedese di Ludvika, città operaia a nord-ovest di Stoccolma, a 13 anni era un promettente calciatore. Un grave infortunio lo ha fermato per mesi: in questo periodo ha imparato a suonare a chitarra e la sua vita è cambiata. Se l’esordio Little Less Blue inciso con le due sorelle First Aid Kit e con il loro produttore viaggiava tra pop e soul-blues, il successivo Everyday Dream del 2019 si è avvicinato al rock-blues con l’aiuto del chitarrista dei Blues Pills. La pandemia non solo ha bloccato la sua ascesa, ma ha acuito un grave problema renale risolto con un trapianto di rene (donato dal padre). Ora a 32 anni l’artista è al suo sesto album, anzi parliamo di due dischi incisi nel giro di quattro giorni in due studi storici. Jasper ha una voce perfetta per la musica black, che sia soul, rhythm and blues o blues. Nel settembre del 2024 si è recato in America per registrare in due città diverse: a Sheffield in Alabama nel leggendario Muscle Shoals Sound Studio (Lynyrd Skynyrd, Staple Singers, Rolling Stones, Duane Allman…) e a Memphis in Tennessee ai Royal Studios (Al Green, Ann Peebles, Box Tops…), fondati da Willie Mitchell, padre di Boo, attuale proprietario dei locali e ingegnere del suono che ha registrato le sessioni.
Il risultato sono due album composti ciascuno da nove cover, entrambi piuttosto brevi e concisi visto che non superano la mezz’ora, eseguiti da Jasper con la band svedese che lo affianca (The Brunnsvik Sounds) e prodotti dal collaboratore di lunga data Bjorn Pettersson. Prima del viaggio i due si sono immersi nell’ascolto di decine di canzoni che hanno costruito la leggenda del suono di Memphis e di Muscle Shoals e hanno ascoltato interviste con i musicisti che hanno partecipato a quelle incisioni, per entrare nel clima e nella storia di questa musica. Il cantante ha dichiarato: “So che alcuni potrebbero pensare che sia presuntuoso da parte nostra cimentarci con una serie di canzoni immortali che esistono già in versioni eccellenti. Ma immergerci a fondo nel materiale, suonare e cantare davvero le canzoni invece di limitarci ad ascoltarle è stata un’esperienza preziosa per noi, da cui abbiamo imparato molto. Sono grato di avere potuto farlo e orgoglioso del risultato”. Sono affermazioni oneste e sincere: Jasper non inventa nulla, rispetta le canzoni, le canta con grande calore e con le giuste tonalità appena arrocchite della sua voce soul, semmai aggiunge o toglie qualcosa negli arrangiamenti grazie al contributo di Rasmus Fors, terzo coproduttore, che si è occupato di organizzare gli arrangiamenti dei fiati e degli archi (presenti solo in 3614 Jackson Highway).
Il primo disco registrato a Muscle Shoals è uscito a febbraio, il secondo registrato a Memphis in questi giorni. Partiamo da 3614 Jackson Highway, indirizzo dello studio di Sheffield: spiccano tre brani di Dan Penn tra i quali la ballata intima Rainbow Road e If Love Was Money, brano del ’70 cantato con voce sporca al punto giusto. Tony Joe White è rappresentato dal classico Rainy Night in Georgia avvolto dagli archi e dalla mossa I’ve Got a Thing About You Baby del ’72. Niente male la ripresa di Pretend I Never Happened di Willie Nelson (era su Phases and Stages) e la grintosa Heavy Makes You Happy, duetto con la corista Michaela Holmberg, per finire con Drift Away, ballata interpretata in coppia con Phil Campbell dei Temperance Movement.
Nel più recente Royal, vibrante ed energico ove necessario, emergono la malinconica King Of The Cowboys (Amazing Rhythm Aces), la ballata I Can’t Stand The Rain, scritta da Ann Peebles e interpretata tra gli altri da Tina Turner e Lowell George, la ballata soul When Something Is Wrong With My Baby di Porter e Hayes, successo di Sam & Dave nel ’67, cantata con voce sofferta e roca, arrangiata con organo, fiati e una chitarra orgogliosa, The Letter (Box Tops), classico blue eyed soul nervoso e tambureggiante e il ruvido errebi Trying To Live My Life Without You (Otis Clay, Bob Seger) cantato in coppia con l’artista canadese Frazey Ford.
Jesper Lindell non inventa nulla con questi due album; dimostra semplicemente l’amore e il rispetto per la musica nera, senza eccedere in nostalgia. Magari attraverso le sue interpretazioni potrebbe incuriosire un pubblico più giovane a riscoprire i classici del soul e del rhythm and blues… e non è cosa da poco.

Paolo Baiotti

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