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CHRIS HORSES & THE SLOW SMOKE – Nowhere Bound

di Paolo Baiotti

5 ottobre 2026

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CHRIS HORSES & THE SLOW SMOKE
NOWHERE BOUND
Devil’s Fork 2026

Abbiamo scritto di Chris Horses, nome d’arte del trevigiano Cristian Secco, in occasione del notevole esordio Dead End & Little Light del 2019, un ottimo esempio di vintage rock energico e venato di psichedelia, ispirato dai power trio di fine anni sessanta, ma non solo. Dopo qualche singolo, i rallentamenti dovuti alla pandemia e gli inevitabili cambi di organico nel 2024 è uscito l’EP di cinque canzoni Sad Songs & Dark Beer, più morbido, tendente al country e in parte acustico, in cui il cantante e chitarrista era accompagnato per la prima volta da The Slow Smoke, vale a dire Gianluca Zanibellato (chitarra, banjo, cori), Andrea Vanacore (basso, cori) e Federico Patarnello (batteria, cori). Si sono poi susseguiti alcuni brani digitali e quindi i tre singoli che hanno preceduto Nowhere Bound, primo album completo con la band.
Chris conferma le sue doti di autore, solido cantante e dotato chitarrista, affiancato da una band rodata da numerose prove e dai concerti in Italia e in diversi paesi europei. Il risultato è un ragguardevole disco di rock classico di tradizione americana, come se ne ascoltano pochi in questo periodo, registrato a Padova e masterizzato dall’esperto Jono Manson nello studio personale Kitchen Sink di Santa Fe. È difficile che un album parta meglio di questo con Slosmo (abbreviazione di Slow Smoke), una traccia intensa scritta da Cristian dopo la morte del padre, che ha una prima parte lenta e oscura, quasi trattenuta, che si indurisce progressivamente con influenze grunge e una potente coda strumentale alla quale bastano poche note di chitarra per assumere una notevole gravità. Il rock più scanzonato e diretto di White Flag e Rocks On The Street precede la robusta If I Broke Your Heart in cui è evidente l’ispirazione southern con una fermata prima del break strumentale rallentato di considerevole effetto. Nell’indiavolato Celtic-rock Cheeserolling si distingue il banjo di Zanibellato, mentre nella ritmata e disinvolta The Party’s Gone la voce di Cristian è affiancata da quella di Daniela Boem. Di maggior peso ci sembra l’intervento della valida cantautrice emiliana Ellen River nel country-rock Shine Or Rain e soprattutto nella grintosa Feel It Coming. In chiusura la lunga ballata Goddamn Love Songs chiude il cerchio ricollegandosi per intensità e durata all’apertura di Slosmo: brano interpretato con tonalità drammatiche da Secco, protagonista anche di un ispirato ed efficace assolo di stampo southern.
Nowhere Bound è un disco di livello internazionale che meriterebbe una distribuzione e una promozione adeguata.

Paolo Baiotti