DAVID MASSEY – Early Cuts (Swing & Misses)
DAVID MASSEY
EARLY CUTS (SWINGS & MISSES)
Autoprodotto 2026
David Massey non è un autore nuovo per noi di Late. Impegnato in un importante studio legale come avvocato fino al 2017 a Washington D.C., ha lasciato l’attività per dedicarsi alla sua vera grande passione, la musica. Già in precedenza se ne era occupato registrando nel 2004 l’esordio Blissful Of Blues, seguito da alcuni ep e album tra i quali Darkness At Dawn e il più recente Man In The Mirror del 2025. Autore sensibile e raffinato che si muove in ambito roots-rock con influenze folk e country, ha una voce che si modula autorevolemente nelle ballate, ma si dimostra a proprio agio anche nelle tracce ritmate. In 22 anni di attività più o meno continuativa, David ha pubblicato sette cd.
Dopo Man In The Mirror ha deciso di tornare agli inizi, ripensando le canzoni del citato esordio e di So Many Roads del 2009, usciti entrambi con uno scarso supporto promozionale, dando una nuova veste ad alcune di queste composizioni. Da qui il titolo dell’album Early Cuts, che include tracce che mischiano country, rock, echi bluegrass e ballate di impronta folk, eseguite con l’aiuto di validi session men dell’area di Washington DC, con la produzione di Zac Mc Leod in cinque brani e di Jim Robeson nelle altre dieci tracce. E’ un documento interessate per tracciare una parte della sua storia musicale e della sua crescita professionale e può valere anche come un’introduzione alla produzione artigianale dell’autore. David scrive materiale di semplice lettura, con melodie che restano in testa, a volte magari un po’ troppo esili e zuccherose e una strumentazione che privilegia mandolino, dobro, violino e pedal steel. Tra i brani rivisitati emergono in apertura la scanzonata Labor Day con banjo e fisarmonica, la melodica Since You Took My Ring e l’intensa Drunken Letter abbracciata dagli archi. Nel prosieguo meritano una citazione il bluegrass Marilee McGrath con il mandolino di McLeod e il violino, la malinconica ballata Heathens sullo sfruttamento della terra dove si nota la pedal steel di Casey O’Neal, il mid-tempo rock January Wind sulla percezione del problema dei senzatetto e la toccante Susie Came Home in cui il problema del crollo psicologico per problemi di salute in famiglia viene sottolineato da violino, piano e fisarmonica.
Paolo Baiotti
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