BILL BAKER – Such etc. & What
BILL BAKER
SUCH etc. & WHAT
Autoprodotto 2026
Il nome di Bill Baker è abbastanza conosciuto nella scena musicale di Washington D.C. in quanto le sue canzoni sono state premiate e acclamate dalla critica. Si è esibito in diversi stati, calcando palchi prestigiosi come quelli del Kerrville Folk Festival, del MerleFest e del Kennedy Center, oltre ad avere attraversato l’oceano per suonare in Europa. Attualmente si muove preferibilmente con la sua band proponendo una musica che cerca di miscelare influenze folk, blues e country, una sorta di Americana in cui sono evidenti la passione per la musica di J.J. Cale e Mark Knopfler, anche per assonanze vocali. Il nuovo album, dallo strano titolo Such etc. & What, richiama queste influenze risultando scorrevole e tendenzialmente morbido, senza forzature di ritmo e vocali. Un rock che non cerca di conquistare con il volume e la potenza, preferendo insinuarsi con raffinatezza, una luminosità soffusa e ritmi quietamente ondulati come nella disinvolta Going To Louisiana in cui spicca la fisarmonica di Brian Simms venata di cajun o nella jazzata If It Wasn’t For Love in cui la voce ricorda alla lontana Willie Nelson. Se Ask The Blindman richiama inevitabilmente le tonalità di J.J. Cale, Dig A Hole denota leggere e rilassanti note caraibiche mentre la bluesata Uncloudy Day aggiunge una nota di ottimismo. Baker (voce, chitarra elettrica e slide) è accompagnato adeguatamente dai suoi musicisti Derek Brock (voce e chitarra), Scott Giambusso (basso) e Steve Bloom (batteria) in un disco breve (otto canzoni per poco più di 30’) ed essenziale, che viene voglia di riascoltare più volte.
Paolo Baiotti
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