EILEEN ROSE – Insanitia

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EILEEN ROSE
INSANITIA
New Shot Records 2026

Nata nei dintorni di Boston da madre irlandese e padre italiano (Giadone), dopo essersi fatta le osse nella scena locale Eileen ha esordito con un album acustico a nome della band Daisy Chain poi diventati Fledgling. Nel ’91 si è trasferita a Londra con la band: dopo un album di sono sciolti e la cantante si è spostata in campagna nell’Essex, avviando una carriera solista che si è concretizzata con due album per la Rough Trade nei primi anni del nuovo millennio molto apprezzati dalla stampa inglese, seguiti da tour come spalla di artisti del calibro di Ryan Adams, Beth Orton e Tanya Donnelly. Nel 2003 è tornata a Boston; ha pubblicato Come The Storm, quindi si è spostata a Detroit dove ha inciso At Our Tables che le ha consentito di riprendere a girare l’Europa. Inquieta e sempre in cerca di nuove esperienze, nel 2009 si è stabilita a Nashville, trovando un equilibrio e lavorando con artisti locali in ambito country. In questo periodo ha approfondito la collaborazione con Rich Gilbert, il chitarrista della sua band The Holy Wreck, detto “The Legendary”, già membro degli Human Sexual Response, di Frank Black & The Catholics e della band di Tanya Donnelly, un rapporto che dura tuttora con reciproca soddisfazione. Il recente Insanitia la riporta su una label italiana e a collaborare con Andrea Parodi che ha prodotto con Gilbert e Eileen il disco registrato a Meda con musicisti americani e italiani, tra i quali Max Malavasi alla batteria e Riccardo Maccabruni alle tastiere e fisarmonica.
Insanitia è un album eclettico e scorrevole, dove si passa agevolmente dal roots rock di Will The Wold Survive? (Los Lobos) con la fisarmonica di Joel Guzman al cantautorato di Storm Windows (John Prine), dal tex-mex di River Of Lonely (traduzione di Fiume Solitario di Andrea Parodi) al pop italiano di Ma Che Freddo Fa, cantata nella nostra lingua. Ma la citazione delle cover non deve far dimenticare il materiale scritto da Eileen, che comprende tracce mature come Dusty Bones e Daydream Fail (con un utilizzo calibrato dei fiati) tra Americana e folk-rock, l’intensa The Moment con echi di glam rock e il country From Away colorato dall’armonica di Charlie McCoy.

Paolo Baiotti

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