BOBBO BYRNES – Too Many Miles

too many miles

BOBBO BYRNES
TOO MANY MILES
Autoprodotto 2026

Seguiamo da tempo con attenzione la carriera del cantautore di Anaheim Bobbo Byrnes a partire da The Red Wheelbarrow, registrato a Nashville con Ken Coomer (Wilco), proseguendo con SeeGreenNumber5 e Two Days In October, inciso in solitudine in due studi di Berlino durante un tour europeo nel 2022. In seguito abbiamo recensito l’omonimo album del 2024 in cui Bobbo è tornato a una dimensione elettrica tra rock e country con il trio The Fallen Stars che comprende la moglie Tracy al basso e voce e il batterista Matt Froehlich.
Con Too Many Miles, titolo che riprende quello di una canzone dell’album precedente, Byrnes presenta il suo progetto più ambizioso, fondato sul libro “Too Many Miles: On the Road with an unofficial Rock & Roll Goodwill Ambassador” tratto da oltre 3000 pagine di appunti, che si può definire un racconto delle sue esperienze musicali nei locali di provincia, riportando sia i momenti piacevoli che quelli difficili o imbarazzanti, con aneddoti su appassionati, musicisti, baristi e conoscenze più o meno casuali fatte sulla strada. Un percorso in cui l’artista ha sempre cercato di costruire relazioni e di abbattere le diverse forme di pregiudizio che incombono sulla vita di ciascuno di noi. A questo testo è affiancata la parte audio, molto ricca e soddisfacente, che richiama le scelte musicali di una vita (in complesso l’artista ha già pubblicato una ventina di dischi), con ballate elettroacustiche e qualche traccia più ritmata. Si può anche considerare come una raccolta delle canzoni preferite di Bobbo (scherzosamente le ha definite “Greatest Non-Hits”) legate al tema della musica e del viaggiare, con un paio di tracce inedite e testi pieni di speranza e di messaggi positivi.
La title track, presentata sia in versione elettrica che acustica (è la traccia nascosta in fondo al disco), il rock scorrevole di Heart Like Mine, la robusta Never Learned To Fly, la trascinante Chasing Rock & Roll che racconta la vita sulla strada di una giovane band, le ballate Every Sound That Crashes e Stronger Than Steel in cui spicca la voce della moglie Tracy, una presenza importante come bassista e corista in diversi momenti del disco, sono alcune delle tracce significative di una raccolta che merita un attento ascolto, specialmente per chi non conosce ancora questo musicista di nicchia.

Paolo Baiotti

Tags:

Lascia un commento