FASCINATION CURVE – Corona Time In Amerika

Fascination_Curve

FASCINATION CURVE
CORONA TIME IN AMERIKA
Curious Musik 2021

Questo disco rappresenta un progetto ambizioso per una piccola etichetta ed è la realizzazione di un’idea di Karl Lundeberg che ha creato la band Fascination Curve per incidere un concept che vuole fotografare un momento difficile e criticare duramente razzismo, estremismo politico e conseguente confusione nella società nell’epoca della pandemia del Coronavirus. Per questo il musicista si è fatto aiutare da un gruppo di artisti e amici realizzando un album a tratti potente e muscolare e a tratti delicato e compassionevole. Con Lundeberg alla chitarra, tastiere e voce ci sono Marc Bonilla (Keith Emerson, Rick Wakeman, Toto, Peter Frampton) alla chitarra e voce, Ken Stacey (Madonna, Elton John, Michael Jackson, Tom Petty) e Amy Keyes (Phil Collins, Ringo Starr) alla voce, Mha Bhati (David Lee Roth, Elton John, ELO, Steve Vai) al basso, Tim Riess (Rolling Stones, Norah Jones, Sheryl Crow) al sax soprano e Gregg Bissonette (David Lee Roth, Toto, Steve Vai, Joe Satriani, Bee Gees) alla batteria.
Se guardiamo il percorso di Karl è veramente notevole e sorprendentemente eclettico: come compositore e interprete si è mosso dalla classica contemporanea al jazz, dalla world music al folk norvegese, registrando cd per la Columbia, componendo colonne sonore per film, televisione, radio, teatro e balletti e collaborando con John Cage, Gerry Goffin, Susan Sontag, Steve Gadd, Gilberto Gil e Steve Martin.
Con i Fascination Curve viene confermato questo eclettismo anche in campo pop-rock, con brani e segmenti tra progressive, hard rock, jazz, pop, blues e world music che hanno in comune una ricerca della melodia e di un’ambiziosa coralità negli arrangiamenti. Cinque brani lunghi per oltre cinquanta minuti, tracce complesse e a volte derivative, ma con tratti personali. Si parte con Land Of The Free, Home Of The Slave, una dura condanna del razzismo su una base musicale tra prog e hard rock con momenti corali e parti soliste, seguita dalla ballata pianistica Somewhere, Somehow con le tastiere di Lundeberg che ricordano Keith Emerson e dalla soffusa I Will Breathe With You con il sax di Tim Reiss e sapori floydiane. La parte centrale del disco è occupata dalla suite Corona Time In Amerika, divisa in due parti e vari segmenti con un testo forte sulla disinformazione e le manipolazioni legate al virus, musicalmente influenzata da jazz, fusion, funky e rock con qualche passaggio un po’ confuso e faticoso da ascoltare. L’ultimo brano è Dip Them In Gold, traccia avvolgente e maestosa che chiude un disco non sempre fluido, ma di spessore.

Paolo Baiotti

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