ELOISA ATTI – Hedges

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Lo so ho sempre avuto un debole per le copertine e molto spesso nel mio percorso di fruitore musicale queste cover hanno avuto voce in capitolo nell’acquisto di vari lp o cd, con gli lp la soddisfazione era indubbiamente maggiore e la libidine più intensa. La prima cosa che salta agli occhi in una ben fornita vetrina pregna e densa di cd è il dischetto di Eloisa Atti sovrastato da un bellissimo disegno di copertina tra i più affascinanti che ci sia stato dato modo di vedere ultimamente. Accomuneremmo questa intensa immagine di copertina con un contenuto oltremodo affascinante e di rara bellezza che ci porta a considerare questo Edges al pari di Ruins of Memories del quale parlammo precedentemente su queste pagine riferendoci alla bravissima cantante genovese Charlie. Eloisa Atti è sicuramente assieme a Charlie, la sorpresa più bella e interessante tra le artiste italiane che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi.

Il disco della cantante emiliana inizia con un soffuso brano stil ellenico rebetiko dal beneaugurante titolo Each Man is Good per continuare con la gradevolissima Moony, minimale canzone in stile Daniel Lanois. Si prosegue con Blue Eyes Blue, ove fa capolino una soave negritudine alla Nina Simone peraltro riscontabile anche nella piacevole The Rest of Me. Curiosa la formula musicale di Edges, la title track che sembra uscita da un show di Vinicio Capossela. In The Careless Song troviamo con grande sopresa e piacere il romagnolo Antonio Gramentieri, personaggio quanto mai eclettico nel panorama musicale italiano. Anima del gruppo i Sacri Cuori e autore di Don Antonio suo primo album solista, nel quale è presente anche Eloisa Atti, è musicista che ha regalato in modo intenso la sua bravura di artista sia a cinema che teatro e televisione, finanche alla pubblicità e che qualcuno come chi vi scrive avrà avuto la fortuna di vedere dal vivo a Pusiano l’anno scorso al Festival del Buscadero assieme al grande Alejandro Escovedo.

Eloisa Atti inizia la sua attività col prestigioso Piccolo Coro dell’Antoniano. Figlia del poeta bolognese Luciano Atti, da bambina riscuote un discreto successo tra gli appassionati della musica tradizionale bolognese cantando in dialetto assieme ad Agostino Sassi.

Nella sua formazione lo studio del violino al Conservatorio G.B. Martini di Bologna e il diploma di formazione superiore in canto jazz presso il Conservatorio di Adria.

Prima di Edges, cd che stiamo ascoltando e recensendo in questi frangenti, nel suo percorso musicale ben altri otto album sia sola, che con I Sur,che con il chitarrista Marco Bovi. Vanta partecipazioni a spettacoli teatrali, e televisivi oltre che essere stata direttrice artistica in Festival Jazz. Anche questo disco ha una notevole impronta jazzata e in alcuni momenti la sua voce, interpretazione e stile ricordano Margo Timmis dei Cowboy Junkies, band canadese autrice di splendidi dischi specialmente negli anni ottanta e inizio novanta. Tutti i brani sono a sua firma esclusi due che sono cofirmati con Marco Bovi mentre la produzione è affidata a lei. La realizzazione del cd attraversa posti diversi e lontani come Bologna, San Francisco, Tucson e Faenza. Album di notevole spessore culturale, per Strade Blue Factory distribuito da Macramè, ove l’artista oltre che a cantare con la sua splendida voce si diverte con ukulele e concertina e ben dieci sono i musicisti coinvolti nel progetto compreso lo stesso Marco Bovi. Ben vengano artiste nostrane come Eloisa Atti e Charlie.

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