MIMOSA – La Terza Guerra

MIMOSA LA TERZA GUERRA[539]

MIMOSA
LA TERZA GUERRA
2015 Vintage Records- Arte Vox Musica

Per la serie non è mai troppo tardi ! Questo cd mi era giunto x posta il 16 ottobre 2015 e se l’avevo preso all’epoca in considerazione per il Premio Tenco poi era restato in una doppia pila di cd da recensire che sembravano due grattacieli e ogni tanto quando mi ricapitava in mano mi ripromettevo sempre di farne tesoro e buon uso, riascoltandolo e scrivendone appunto poiché detta mia volontà giungeva da ricordi ormai lontani che mi dicevano quanto detto l’album all’epoca lo avessi apprezzato. Ma si sa il tempo è tiranno, passa velocemente, quando ero bambino qualcuno mi ci aggiungeva “ e tu non perderlo inutilmente”! Invece riguardo questo cd il tempo l’ho fatto trascorrere, forse anche un po’ troppo ma ribadisco l’iniziale partenza di questa recensione, essendo nulla nella vita mai troppo tardivo eccomi a recuperarlo non dico prontamente ma giustamente!

Premetto che non conoscevo assolutamente detta fanciulla dal floreale nome di Mimosa che debbo dire mi aveva conquistato col suo dischetto sin dal primo ascolto. Era ( ed è) un disco tosto, con anima, graffiante, affilato, molto acuto e se il termine non è ne abusato ne esagerato un disco femminile punk del terzo millennio. Tanto la sua forza è dirompente, tanto la voce della cantante è piacevole, incisiva e granitica che non riesce a non insidiarsi sotto pelle all’ascoltatore semplicemente al primo ascolto. Ribadisco, non conoscevo la fanciulla se non per questo suo tributo artistico e dalla foto di copertina ove risaltavano i suoi profondi, scuri occhi intelligenti; foto questa che aumentava a dismisura l’interesse per detto supporto musicale. Per noi di Late generalmente orientati su filoni musicali americani o europei, anche se da anni il sottoscritto per il Premio Tenco aveva diffusamente iniziato ad occuparsi di artisti e supporti musicali nostrani. Per quanto concerne una doverosa ricerca sull’artista ho scoperto che la deliziosa fanciulla, che poi pur restando deliziosa ha però compiuto a ottobre trent’anni e quindi con alle spalle già una carriera, non lunghissima, ma di certa estensione e, decisamente interessante.
Dedicatasi da ragazzina allo studio del canto e del pianoforte in Milano ha poi iniziato a studiare recitazione frequentando il Laboratorio permanente su Shakesperae di Milano e poi il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, frequentando nel contempo la facoltà di filosofia. Nel 2002 l’esordio in teatro con più lavori tra cui un impegnativo monologo. Nel 2006 l’esordio nel cinema con la pellicola Sfiorarsi. Nel 2007 quello televisivo con Incantesimo che presumo fosse uno sceneggiato a puntate. Negli anni a venire altri film e nuove produzioni televisive che le fanno vincere nel 2011 il Music Contest in ambito teatrale in quel di Roma. Scrive musiche per spettacoli teatrali e prende parte alla soundtrack di Niente può ferrmarci. Per quanto concerne il versante teatrale grandi sono le soddisfazioni coprendo il ruolo di Giulietta per il Romeo e Giulietta di Proietti e poi assumendo le fattezze di Cordelia nel Re Lear e di Ero in Molto rumore per nulla. Sono comunque ormai oltre una decina le sue interpretazioni teatrali, quattro i film in cui recita e cinque le produzioni televisive alle quali ha dato il suo volto e la sua recitazione. Si arriva poi due anni fa all’esordio discografico vero e proprio, aveva già pubblicato sue composizioni in rete, con La Terza Guerra album che l’anno dopo vince il premio siae Miglior Musica e il Premio della Critica col pezzo Fame d’aria tratto dall’album in questione.

Album che in questo momento stiamo riascoltando e che bellamente riempie di note, parole, suoni e ritmi lo spazio attorno a noi.

Mi sembra d’impazzire racconta di stress e alienazioni odierne con ritmi piacevolmente sincopati e la voce dura e tagliente della cantante autrice di tutte le canzoni, quindi in toto cantautrice. Brano questo che da il titolo a tutta la raccolta. Arance in odore di pulita ecologia entra in circolo con una intensa e robusta interpretazione della fanciulla che in Fame d’aria, pregna di un sospiro vintage rivolto alla musica, forse, del passato è pregevole e piacevolissimo pezzo. Molto bella direi struggente e mirabilmente raccontata Fakhita nella sua drammaticità odierna. Mirabilmente avviluppata tra necessaria ecologia e sintomi di sentimentale bisogno l’ironia della fantastica Voglio avvelenarmi un po’ seguita da Bambola, brano di indubbia originalità, la ragazza ha una notevole dote per specificare fatti e cose con interessanti giri di parole. Il ragazzo sbagliato è canzone ove la disanima di sentimenti contrastanti e contrastati è messa giù con mirabile bravura e ancor una volta Mimosa eccelle nel dipingere con sapienti e accorti tocchi i suoi pensieri poi sapientemente musicati con ritmìe moderne ed accattivanti. Ne La palestra della scuola l’artista eccelle ancora una volta nel disegnare odierne situazioni giovanili con tempra e bravura davvero notevole. Eccellente il connubio testi e tipologia di musica e ritmi utilizzati, ed è sicuramente questa la formula vincente del disco che a differenza di lavori similari di altri artisti che sono sempre tratteggiati di malinconica e disarticolata disarmonia. Qua invece nonostante a momenti e testi crudi e reali regna bellamente l’armonia dell’interpretazione e dei suoni utilizzati. Non ero io, drammatico testo sulla nota vicenda della ragazza, sfigurata dal fidanzato o presunto tale, con l’acido, è intanto pezzo che espresso in questi termini solo una brava scrittrice può scrivere. Denti altro pregevole tassello di intensa ragione, chiude un disco veramente bello di grande forza e spirito interiore di vita. Doveroso ascoltarlo e che consiglio a tutti ma specialmente ai più giovani che ne traggano esempio e riflessione per tutti i contesti possibili ed immaginabili.

Mimosa oltre a cantare suona pianoforte, mellotron, percussioni e sintetizzatori coadiuvata da Stefano Consigliano, batteria, Leo Pari, mellotron e Simone De Filippis, toy tastiere e percussioni. Disco intelligente cosa se non rara di certo non consueta oggi giorno. Consigliatissima straordinaria opera prima.

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