Stelle cadenti e Astri nascenti

Molto probabilmente, se Andrew Wood non fosse stato così idiota da giocare a poker con la propria vita alzando ogni giorno la posta in palio, fino a perdere anche le mutande in quel fatidico marzo del 1990 grazie alla solita overdose di eroina, adesso rischierebbe di essere una rockstar di prima grandezza. Una stella, probabilmente, ormai un po’ offuscata dagli anni e da un physique sempre meno du role, alle prese con un passato ingombrante ed un conto in banca rassicurante, con una serie di album via via più insignificanti ed un manipolo di pensieri troppo grandi per un uomo solo, rivolti, proviamo ad immaginarlo, alle foreste dell’Amazzonia, al buco nell’ozono o al debito pubblico dei Paesi in via di (sotto)sviluppo. Ma in questo, ne siamo sicuri, avrebbe trovato qualche valido alleato, tanto da farci egoisticamente pensare che, in fondo, forse è andata meglio come è andata. E, con la stessa probabilità, tale Eddie Vedder, ancora in preda al più sconfortante anonimato, sotterrati definitivamente i sogni di gloria che ne avevano animato le notti imberbi, sarebbe alle prese con lo stesso autolavaggio o la stessa bottega di hot dog nella quale lo colse il destino, sempre in quel fatidico marzo del 1990, per una partita a dadi dalla quale, almeno lui, è uscito vincitore. E se è vero che la storia non si fa con i “se” e con i “ma”, e che la vita è piena di occasioni mancate o di treni presi per un soffio, di incredibili coincidenze o tragici scherzi del destino, proviamo per un attimo ad immaginare come andrebbero riscritte le enciclopedie del rock se i Pearl Jam, che da quella inaspettata fine ebbero inizio, non fossero mai nati, e se i Mother Love Bone, con un cantante un pochino più furbo, avessero sfruttato la Polygram fino all’ultimo dollaro grazie a quel contratto per sette album che avevano già in mano…

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3 commenti a “Stelle cadenti e Astri nascenti”

  1. BAU dice:

    Caro Marco, come sai il rock è pieno di stelle cadenti e astri nascenti. Droga a parte, e visto che l’hai messa un pò anche sulle “palanche”, si potrebbe fare una ricognizione dei più “sfigati”, quelli che sono diventate stelle cadenti non tanto perchè morti di droga o altro, ma perchè hanno “perso il treno” della celebrità. Pete Best, che lascia i primi beatles dopo due anni, Dick Evans, il fratello di The Edge, escluso dai primi U2, Stephen “Tin Tin” Duffy che lascia i primi Duran Duran. Pensandoci un pò su ne salteranno fuori sicuramente altri che adesso non mi vengono in mente.
    Un saluto, Giacomo

  2. Marco Tagliabue dice:

    Caro Giacomo…mi sembra un’ottima idea per una prossima mappa…l’importante è che qualcuno abbia voglia di (ri)prendere la penna in mano…devo considerarla una candidatura? Oltretutto, sarebbe un discorso interessante anche da un’altro punto di vista, ovvero le etichette che non hanno saputo riconoscere astri nascenti destinati alla gloria…tipo la Factory che caccia via gli Smiths o la Parlophone, che già aveva i Beatles nella propria scuderia, che scarta i Rolling Stones…ce ne sarebbe da dire…avanti con le segnalazioni!

  3. BAU dice:

    Candidatura non credo proprio, almeno non a breve… però terrò l’appunto… non si sa mai! Ciao