Posts Tagged ‘Nolan McKelvey’

NOLAN McKELVEY – How Small We Are

di Paolo Baiotti

27 febbraio 2026

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NOLAN McKELVEY
HOW SMALL WE ARE
Autoprodotto 2025

Attivo da trent’anni nell’area di Boston, Nolan si è spostato per esibirsi in ogni angolo degli Stati Uniti, anche in festival di prestigio come Newport, Telluride e Cambridge, toccando diversi generi musicali che oggi vengono racchiusi nel termine “americana”, dall’alternative country al rock, dal bluegrass al country. Non sono mancati gli apprezzamenti, né la possibilità di aprire per artisti prestigiosi come Greg Brown, Leon Russell, Los Lobos, Son Volt, Peter Rowan, Sam Bush e Cowboy Junkies, però questa attività continua non è bastata per emergere oltre la consueta nicchia di appassionati. Ha inciso sei album da solista, altri cinque con The Benders, ha fatto parte dei Resophonics e della band di Joel Rafael in California, poi in Arizona ha pubblicato sei album con i Muskellunge, formazione di bluegrass nella quale milita tuttora insieme ai Tramps And Thieves, che alterna con l’attività da solista. Dopo Songs Of Hope del 2020, un mini-album di sei canzoni, Into The Silence, registrato dal vivo senza pubblico durante la pandemia e Forward del 2023, l’anno scorso ha pubblicato How Small We Are, registrato a Tempe in Arizona nello studio Tone Kitchen.
McKelvey canta con voce calda, suona la chitarra acustica e il basso, accompagnato da Jeff Lusby-Breault (chitarre e tastiere) e P.H. Naffah (batteria e tastiere) che si sono anche occupati della produzione. Il rock morbido di Raised By Love apre il disco con tonalità moderate e intime crescendo nel finale, seguito da The Valley Of The Sun venata di country dalla pedal steel di Jon Rauhause (Neko Case, Calexico, Giant Sand), in cui si celebra la natura con parole che riportano il titolo del disco (“nati e rinati troviamo il nostro posto tra le stelle, quando la notte cala sul deserto saprai quanto siamo piccoli”). Anam Cara, duetto con Mandi Fer, alza un po’ il ritmo mantenendo una sensazione di malinconia, ma i toni restano sempre abbastanza discreti in tracce come la scorrevole In Front Of You, la riflessiva Lonely, Not Alone avvolta dagli archi o il mid-tempo country Preparations con Tim Kelly al dobro e Jesse Valenzuela alla chitarra. Nella parte finale si fanno notare la bluesata Mama I’ve Been Trying e la sommessa ballata Moon And Stars To Give che affronta la scomparsa di una persona cara, il dolore e il rimpianto che ne conseguono.

Paolo Baiotti

NOLAN MCKELVEY – Forward

di Paolo Baiotti

8 marzo 2024

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NOLAN MCKELVEY
FORWARD
Autoprodotto 2023

Attivo da oltre 25 anni nell’area di Boston, Nolan ha suonato in ogni angolo degli Stati Uniti toccando diversi generi musicali che possono essere racchiusi nel termine Americana: alternative country, roots, bluegrass, country e rock. In questo lungo periodo ha ricevuto apprezzamenti non indifferenti, aprendo per artisti ben più conosciuti tra i quali Greg Brown, Odetta, Leon Russell, Los Lobos, Jerry Douglas, Cowboy Junkies, Son Volt e Josh Ritter. Tuttavia, non è riuscito ad emergere né nell’attività da solista che conta cinque album, né come componente di diverse formazioni tra le quali The Benders con i quali ha inciso altri cinque dischi e The Resophonics. Ha trascorso un periodo in California dove ha suonato nella band di Joel Rafael, ha registrato con Levon Helm, poi si è trasferito in Arizona dove ha inciso con i Muskellunge (sei album) che sono la sua band attuale di bluegrass insieme ai Tramps And Thieves, ma alterna anche l’attività da solista e in trio. Nel 2020 ha pubblicato Songs Of Hope, un mini-album di sei canzoni in associazione con la fondazione “cure the kids” e Into The Silence, registrato dal vivo senza pubblico a Flagstaff in trio.
Ora torna da solista con Forward, registrato con un nutrito gruppo di musicisti in parte già utilizzati in passato, in cui conferma pregi e difetti della sua musica, gradevole e di discreto livello pur risultando indubbiamente derivativa e senza grandi picchi nella scrittura. Un artigiano della musica roots come ce ne sono tanti negli Stati Uniti, per cui è difficile pensare che riesca ad emergere ulteriormente.
Forward alterna tracce di matrice rock, country e folk disegnando un ritratto credibile della musica di McKelvey. Ballate intime e dolenti di impronta folk come Mother, la title track già uscita come singolo che si impone con un crescendo notevole e la springsteeniana Pretending (contro la guerra) si alternano al soul ritmato di Tir Na Nog con il sax di Dana Colley (Morphine), al rock di Phoenix Rising e Other Side e al country di Tears In The Dell e di Sweetest Dreams scritta per la figlia, con la chiusura di New House in cui spicca il violino dell’amica Megyn Neff.

Paolo Baiotti

NOLAN MCKELVEY – Songs Of Hope/Into The Silence

di Paolo Baiotti

23 ottobre 2021

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NOLAN MCKELVEY
SONGS OF HOPE (With Ron James)
INTO THE SILENCE (With Megyn Neff & Tim Hogan)
Get Onus Stay Onus 2020

Nel corso di una carriera che ha superato i 25 anni, Nolan McKelvey ha suonato in ogni angolo degli Stati Uniti attraversando vari generi racchiusi nell’Americana: alternative country, bluegrass, country e rock and roll. In questo percorso ha ricevuto notevoli apprezzamenti critici, aprendo per musicisti eclettici, ma sempre di qualità come Greg Brown, Peter Rowan, Odetta, Bela Fleck, Jerry Douglas, Cowboy Junkies, Leftover Salmon, Son Volt, Josh Ritter e David Grisman. E’ rimasto sempre in secondo piano, come artista di culto, sia come solista sia come membro di vari gruppi dell’area di Boston: The Benders, The Resophonics, The Vinyl Avenue String Band. In seguito si è trasferito in California dove ha suonato nella band di Joel Rafael, ha vissuto per un breve periodo alle Hawaii e poi è tornato nel 1993 in Arizona, mantenendo sempre un legame con Boston. Ha registrato con Levon Helm (The Band), Billy Conway (Morphine) e molti altri incidendo più di 20 album in studio, 5 dal vivo, 5 con The Benders, 6 con Muskellunge…per non parlare dei festival ai quali ha partecipato. Un artista attivo, instancabile e positivo, molto impegnato anche nel sociale.
Attualmente suona da solo, in trio, con i Muskellunge (un quintetto più tradizionale) e come bassista nei Tramps And Thieves, soprattutto nel sud ovest e nella east coast.
Nel 2020 ha pubblicato due progetti: il primo è Songs Of Hope, un mini album di sei canzoni con una formazione ampia nato con l’obiettivo di dare speranza ai bambini che lottano contro il cancro, in associazione con la fondazione “cure the kids”. Un disco leggero, fresco e divertente, musicalmente disimpegnato, di pop/rock melodico in cui è coadiuvato dal batterista dell’Illinois Ron James. Spiccano le influenze jazz/fusion di Root For The Holmes Team, il reggae solare di Flip The Script con i fiati in primo piano e il rock energico di C-Level con gli inserimenti del sax.
Il secondo progetto è molto diverso: si tratta di Into The Silence, registrato dal vivo senza pubblico il 18 luglio 2020 all’Orpheum Theater di Flagstaff (da qui il titolo) e trasmesso in streaming, una raccolta di canzoni cantautorali in parte già pubblicate in altra veste in cui Nolan alla voce e chitarra è accompagnato da Tim Hogan al basso e cori e Megyn Neff al violino e cori. Gli arrangiamenti sparsi e minimali mettono in luce la voce pulita e melodica dell’artista. Basta ascoltare Sweetest Dream e After The Wine, percorsa da un violino dai sapori irish, che aprono il disco. La vivace Dark Times è l’unica traccia in cui si aggiunge la batteria di Ron James, collegato in video dall’Illinois, seguita dalla dolente ballata ‘Neath a Hill in Yarnell, una delle tracce più convincenti e dal folk-roots di Embers & Ashes in cui il violino mantiene un ruolo fondamentale.
Il disco prosegue senza vette particolari, un po’ monocorde, con l’eccezione della brillante Steal From The Thief con l’inserimento di un accenno all’errebi Higher And Higher.

Paolo Baiotti