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DOUG COLLINS & THE RECEPTIONISTS – Good Sad News

di Paolo Baiotti

29 ottobre 2019

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DOUG COLLINS & THE RECEPTIONISTS
GOOD SAD NEWS
Doug Collins Music 2018

Considerato uno degli autori più interessanti di Minneapolis, Collins ha già pubblicato tre dischi, esordendo nel 2013 con Those Are The Breaks, seguito da due mini album, Davemport, Iowa e Complicated Compliments. Accompagnato da Charlie Varley al basso e Billy Dankert alla batteria (The Receptionists), giunge al secondo album di lunga durata registrato e prodotto con Rob Genadek. Le canzoni di Doug sono semplici, melodiche, esempi di pop di matrice beatlesiana mischiato con influenze anni cinquanta (ricorda un po’ Buddy Holly) e country, con echi di Hank Williams, Nick Love e Roy Orbison. Un mix “old fashioned” che scorre veloce, ballabile, rilassato, con la voce rotonda e ben modulata di Doug in primo piano, coadiuvata da una sezione ritmica brillante e scattante al punto giusto. Il beat dell’opener Conversation With My Heart potrebbe interessare le radio di mezzo mondo, se ci fosse ancora la voglia di andare a spulciare tra le pubblicazioni di nicchia. All’atmosfera allegra e ritmata del suono si contrappongono dei testi intimi e curati, incentrati soprattutto sulla difficoltà delle relazioni personali che contribuiscono alla riuscita del disco, che nel titolo riflette proprio questo contrasto tra il positivo e il negativo. Please Don’t Make Me Leave You è una ballata che avrebbe reso felice Roy Orbison con il delizioso piano di Jeff Victor, Tomorrow un mid-tempo raffinato con dei cori avvolgenti. Le influenze country sono evidenti nella ritmata Little House, nei profumi latini della ballata I Saw You Dancin’ e in Halfway Thru, tracce nelle quali ha un ruolo importante la pedal steel di Joe Savage, mentre la romantica Hey Mary con la fisarmonica di Dan Newton e il rock and roll Top On The Watertower evocano atmosfere dello scorso secolo. Non è un caso che Doug sia stato definito un uomo d’altri tempi; la sua musica è fortemente ancorata al passato, ma suona fresca e contemporanea, anche se non sarà facile trovare un pubblico e, soprattutto, delle radio disposte a supportarla.