Tre EP dalla Svezia

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Negli ultimi tempi il formato ep/mini album è tornato in auge, specialmente nelle produzioni indipendenti.
Dai paesi nordici riceviamo tre nuove proposte.
Partiamo con Annamay Ejrup, cantautrice svedese di Stoccolma che ha pubblicato due singoli, Out Of Reach (in versione elettrica con la band e acustica) e Om Hon Hade Vetat in svedese, che anticipano il primo album di questa autrice pop con influenze folk, sensibile e delicata, dotata di una voce angelica.
In particolare Out Of Reach è una canzone sulle opportunità perse della vita che potrebbero ripresentarsi. Questo brano melodico rappresenta la trasformazione di Annamay da artista solista acustica a componente di una band.

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I Safari Season sono un duo formato da Lars Ryen (voce) e Anders Lindgren (chitarre, tastiere), accompagnati da Daniel Gullo (basso, batteria, tastiere e chitarra) nell’ep A New Future (Paraply/Beat Goes On 2020). Non sono dei novellini: Anders ha iniziato come artista punk, poi ha fatto parte dei 99th Floor, molto conosciuti in patria, mentre Lars, originario di Torsby, si è spostato a Stoccolma dopo l’adolescenza, dove ha suonato in gruppi pop e soul prima di formare i Touch. Lars ha aperto il negozio di dischi The Beat Goes On dove ha incontrato Anders con il quale ha formato un duo e poi un gruppo ribattezzato Safari Season, che ha inciso un paio di album e parecchi singoli. Si definiscono una band di surf-pop-psychrock…definizione impegnativa, ma che ha una sua logica in quanto, pur privilegiando traiettorie pop, in Nowhere On The Run la chitarra ha un suono abrasivo di matrice garage. La title track è un sommesso brano pop, interpretato in modo morbido e melodico dalla voce accattivante di Lars, avvolta dalle tastiere e da una chitarra che si inserisce dapprima con moderazione, poi in crescendo. Il terzo brano è The Way I Walk, sia in versione inglese che svedese, una ballata elettroacustica molto gradevole.

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Andra Stallen (autoprodotto 2020) è il mini album d’esordio di Vilma Snygg, cantante ventunenne di Boras che ha recentemente partecipato a un concorso per la radio svedese. Sei canzoni (una in inglese) che ricordano, sia nella voce che nella scelta musicale, nomi come Enya, Loreena McKennith o le connazionali First Kit. Atmosfere intime e riflessive, prevalentemente acustiche (anche se in Din Hand Mot Min Rygg si inserisce sapientemente una chitarra elettrica), interpretate da una voce eterea che sembra provenire dalle innevate piane nordiche. Musica un po’ ripetitiva che si avvicina alla new-age, ma non priva di fascino.

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