JOHN MAYALL – Three For The Road – A 2017 Live Recording

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JOHN MAYALL
THREE FOR THE ROAD – A 2017 LIVE RECORDING
Forty Below 2018

A maggio l’indomito John Mayall, figura iconica del british blues (e non solo) è stato costretto a rimandare le date fissate fino a settembre a causa di una polmonite. Un evento fortunatamente raro per il musicista che ha compiuto 84 anni senza rallentare, se non marginalmente, il ritmo della sua attività in studio e dal vivo. Prima di questa notizia, che ha preoccupato gli appassionati vista l’età avanzata dell’artista, Mayall aveva annunciato l’inserimento del primo chitarrista di sesso femminile nella storia della sua band, la texana Carolyn Wonderland, sospendendo l’esperimento del trio senza chitarrista durato un annetto. Proprio a questo periodo si riferisce Three For The Road, il live recentemente pubblicato dalla Forty Below, inciso a Dresda e a Stoccarda nel marzo del ’17, prodotto come al solito con Eric Corne. L’idea del trio è nata per caso: il chitarrista Rocky Athas è stato costretto a rinunciare a un festival per un problema di voli…pertanto John è salito sul palco con la rodata sezione ritmica formata da Greg Rzab (basso) e Jay Davenport (batteria), gestendo da solo la totalità delle parti soliste, sostituendo la chitarra con armonica e tastiere (organo e piano elettrico). E’ rimasto talmente soddisfatto da decidere di continuare il tour in trio, lasciando a casa il povero Rocky, incidendo un nuovo album dal vivo a sei anni di distanza da Live In London (Private Stash 2011). Le dinamiche del trio sono particolari, presupponendo un impegno maggiore della sezione ritmica nel coprire i vuoti. In questi frangenti emerge la figura di Rzab, bassista di Chicago ispirato da Jaco Pastorius e John Paul Jones, già al fianco di Otis Rush, Junior Wells, Buddy Guy e Jimmy Page, che accresce il suo ruolo non limitandosi alla pura funzione ritmica. Ovviamente Mayall si carica sulle spalle il ruolo principale di solista, oltre a quello di cantante, alternandosi tra armonica e tastiere con una fluidità e una freschezza che lasciano attoniti, considerata l’età veneranda. Tra i dieci brani vengono ripescate perle degli anni sessanta come Ridin’ On The L&N, incisa per la prima volta nell’Ep con Paul Butterfield del ’67 e lo slow Streamline da Crusade, con un lungo e rilassato assolo di organo, alternate a tracce più recenti, tra le quali la jazzata The Sum Of Something da Tough del 2009, la ritmata I Feel So Bad da Find A Way To Care del 2015 con armonica e piano elettrico in evidenza e il mid-tempo Don’t Deny Me da Talk About That del 2016. In chiusura la mossa Congo Square, blues di New Orleans di Sonny Landreth, in cui viene lasciato ampio spazio solista ad ogni strumento. Three For The Road è un ulteriore tassello di una discografia inaugurata nel ’65 che, ad eccezione della parte finale degli anni ’70, ha mantenuto un livello qualitativo lusinghiero.

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