J. HARDIN – The Piasa Bird

piasa bird[430]

J.HARDIN
THE PIASA BIRD
Piasa Recordings 2016

E’ una strana storia quella di John Everett Hardin, ragazzo di Alton, Illinois, situata sulla riva del fiume Mississippi. Nel primo decennio del nuovo millennio ha inciso due dischi come Everett Thomas che sembravano aprirgli le porte a una discreta carriera, avendo anche supportato dal vivo nomi come Over The Rhine e Sara Watkins. Invece intorno al 2011 John molla tutto, cambia vita, diventa portiere di notte e si dedica alla famiglia, incapace di reggere le tensioni dell’ambiente musicale, con il fisico e la mente danneggiati da un uso esagerato di droghe e alcool. Per quattro anni resta ai margini, ma forse proprio la mancanza di pressioni lo aiuta a comporre una manciata di canzoni. Alla fine gli ritorna la voglia di incidere, ma è disposto a farlo solo con l’aiuto di Hayward Williams, cantautore e polistrumentista di Milwaukee oltreché bassista della band di Jeffrey Foucault. I due registrano a Rockford, Illinois con una band ridotta comprendente Hayward al basso, Daniel McMahon (proprietario dello studio Midwest Sound) alla chitarra e tastiere e Darren Garvey alla batteria il disco del ritorno, The Piasa Bird, comprendente otto canzoni per una mezz’ora di musica quieta e raffinata, dolce e melodica, con un tocco di atmosfere gotiche in alcune tracce come la dolente ballata Shot My Baby Down. Talvolta le melodie e la voce sono un po’ impersonali, richiamando il passato come in Oh Sophia pt.1 e 2 clonate da Paul Simon o nell’opener Drifter che richiama Townes Van Zandt, mentre risultano meno prevedibili il piano ritmato di Run Jackie Run o la mossa Calypso con una chitarra incisiva. Disco rilassante, ma un po’ esile e derivativo, di un musicista che sembra ancora incerto sul proprio futuro.

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