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THE BRAINS BEHIND PA – Beggars Belief

di Paolo Baiotti

19 gennaio 2026

brains

THE BRAINS BEHIND PA.
BEGGARS BELIEF
Grass Magoops 2025

Bill Price è un cantautore di Indianapolis da sempre attratto dall’aspetto compositivo della musica. In un’intervista ha dichiarato: “Non so se è stata la consapevolezza che sarei sempre diventato un chitarrista mediocre o il fatto che ho sempre un’opinione che mi ha portato nella direzione di scrivere canzoni, ma per qualche motivo, ho avuto quel fuoco. Sono stato ispirato da certa musica per provare a fare una cosa simile, ma quando sono cresciuto, ciò che mi ispira altrettanto sono le idee e le esperienze non musicali”.
Price ha pubblicato fino ad oggi cinque album completi, tre EP e due CD singoli. Il suo progetto più ambizioso è I Can’t Stop Looking at the Sky, che, oltre a due album completi, include un diario personale e un libro di racconti, poesie e saggi. Tutti sono ospitati in un elaborato pacchetto progettato da Price, che è anche un graphic designer. Il suo disco più recente è L’Ep Kicking Angels del 2022.
Ma in questo nuovo Beggars Belief, Bill ha ripreso a collaborare con il side-project The Brains Behind Pa, nato come cover-band di Bob Dylan, registrando le cosiddette “The Pony Expressions Recording Sessions” a partire dall’aprile del 2019. Dopo la lunga interruzione dovita al Covid, le sessioni sono state completate incidendo 40 canzoni, in parte pubblicate adesso, in parte pronte per altri due dischi.
Le canzoni di Beggars Belief guardano al crollo della moralità, della decenza e della verità. Bill, che ha scritto oggni brano, spiega: “In termini di testi, questo album è piuttosto cinico. È un riflesso della ‘bruttezza dell’uomo’, come mi piace chiamarlo”. Anche se l’atmosfera dell’album è musicalmente cupa in alcuni punti, non è priva di umorismo. Pur essendo stati esplorati una varietà di stili musicali, il disco rientra nei generi Americana e Indie Rock ed è stato prodotto con Tyler Watkins in uno studio di Indianapolis. In vari momenti dell’album sono inseriti frammenti di piano suonati dal tastierista Garry Bole, trattati come registrazioni old-time che vorrebbero unificarne il tragitto. La sezione ritmica è formata da Jeff Stone al basso e da diversi batteristi, mentre la chitarra solista è nelle mani di Gordon Bonham, rispettato bluesman del midwest che suona abitualmente con la Gordon Bonham Blues Band, affiancato da Price alla chitarra ritmica e voce.
Curato nel suono e negli arrangiamenti e dotato di una grafica inusualmente ricca per un disco indipendente, Beggars Belief è aperto dal gospel-rock di Strike The Rock che ricorda il Dylan del periodo religioso con le coriste in primo piano e un fluido piano elettrico. Nel susseguirsi della scaletta si impongono l’inquietante Tangerine Guillotine, la raffinata Whistling Liars (peccato per la voce filtrata), la jazzata Apples To Oranges, la lunga e improvvisata Most Men profumata di sixties con gli assoli di Bonham e Bole, il rock di Maybe, Maybe Not #2 che si muove in un territorio tra Tom Petty e Steve Wynn, la malinconica ballata Strong, Silent And Sad e il mid-tempo The Wooden Horsemen posto in chiusura con un apporto notevole di hammond e piano.
Pur essendo a tratti limitato dalla voce un po’ grezza e dall’estensione ridotta di Bill e dall’eccessiva lunghezza, Beggars Belief è un disco meritevole di un attento ascolto.

Paolo Baiotti