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JIM WURSTER – No Joke

di Paolo Baiotti

12 febbraio 2017

no joke[220]

JIM WURSTER
NO JOKE
Black Janet Music 2016

Le strade della musica sono misteriose, specialmente in un periodo confuso come questo. Così capita di parlare di personaggi come Jim Wurster, insegnante e musicista della Florida del Sud che, giunto al termine della carriera scolastica, sta pensando di dedicarsi a tempo pieno alla musica dopo 33 anni trascorsi in classe. Non che in questo periodo abbia rinunciato alla sua passione: prima con i Black Janet, poi con gli Atomic Cowboys e infine da solo ha portato avanti la sua idea di Americana con dignità e convinzione.

L’idea di No Joke è nata da un’intuizione di Vinnie Fontana, esperto musicista e produttore in passato associato con Sly Stone, Betty Wright e Timmy Thomas, che gli ha suggerito un remake di Love Thirsty, un brano dei Black Janet. Da qui si è sviluppato un progetto finanziato da Fontana che ha selezionato anche i musicisti tra i session man della zona, suggerendo a Jim di affiancarsi ad alcune voci femminili e richiamando Frank Binger (batteria) e Bob Wlos (pedal steel) degli Atomic Cowboys, anche se la house band è formata da Jimi Fiano alla chitarra, Guido Marciano alla batteria, Dean Sire e Phil Bithell alle tastiere. No Joke è il sedicesimo disco di Wurster, a due anni dal precedente Raw, che ha ottenuto buoni riscontri in Europa.

Jim è un compositore di roots-rock, influenzato da Bob Dylan e Neil Young, del quale esegue una morbida e bluesata cover di Down By The River quietamente psichedelica, accompagnato dalla voce di Daphna Rose, mentre in Yes They Did, cantata in duetto con Karen Feldner, è evidente il debito con il recente premio Nobel. Psychedelic Hindu Guru rispecchia il titolo con le sue influenze lisergiche, Into The Night ha un sapore notturno e tonalità vocali alla Simple Minds, Love Thirsty è un rock dalla melodia epica con una batteria troppo uniforme ed echi di new-wave britannica. Questo brano chiude il disco con un’atmosfera opposta a quella dell’opener No Joke, duetto country-rock con Trish Sheldon, cantante dei Blue Sky Drive, band di Miami, illuminato dalla pedal steel di Bob Wlos. Jim Wurster è discreto sia come compositore che come cantante…il problema è che come lui ce ne sono tanti, magari più giovani, affamati e appoggiati dalle case discografiche. Ricavarsi uno spazio non è facile, vedremo se Jim riuscirà ad allargare la sua nicchia.