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JIM WURSTER – Trascendental Inclinations

di Paolo Baiotti

16 febbraio 2026

wurster

JIM WURSTER
TRANSCENDENTAL INCLINATIONS
Y&T Music 2025

Insegnante e musicista della Florida del Sud che, giunto al termine della carriera scolastica, si è dedicato a tempo pieno o quasi alla musica dopo 33 di lavoro, Jim Wurster dapprima con i Black Janet, poi con gli Atom Cowboys e infine da solo ha portato avanti dagli anni Novanta (quando ancora suonava nel tempo libero) la sua idea di Americana con dignità e convinzione. Dopo No Joke (2016) e Life (2018) si è fermato anche a causa della pandemia, pubblicando solo un ep digitale di tre canzoni, Threee Silly Love Songs (2023), ma preparando con cura e pazienza il nuovo album assistito dal fedele collaboratore Bob Wlos (pedal steel, chitarrre, basso, banjo, mandolino, dobro, tastiere), che ha prodotto il disco con Mike Vullo (batteria, chitarre, basso, armonica).
Nell’apertura country-rock di Tried And True Jim dichiara seccamente di amare la musica country con un’anima, non quelle schifezze che vengono programmate dalle radio, mentre la pedal steel di Wlos ricama arpeggi melodici. La title track ondeggia tra country e bluegrass con un certo gusto, guidata dal violino campagnolo di Jack Stamates, mentre I Keep Rollin’ è una ballata sempre venata di country. Il ritmo accelera con il rockabilly Tear It Up (Johnny Burnett), la prima di tre cover che richiamano le prime influenze dell’artista e che danno una maggiore vivacità al disco. La seconda è la ballata Lonesome Town di Barker Night, un hit di Billy Nelson poi ripresa da Paul McCartney e Bob Dylan, la terza è Rave On, hit rock and roll di Buddy Holly del ’58. Questi tre brani eseguiti con calore e rispetto si fondono senza scossoni con le canzoni di Wurster più vicine al country/folk tra le quali è doveroso ricordare la bluesata Wash Me In The River con venature gospel, la grintosa High Rolling Holy Roller e il bluegrass Black Queerie con testi fortemente critici sull’attuale situazione sociale degli Stati Uniti.

Paolo Baiotti

JIM WURSTER – No Joke

di Paolo Baiotti

12 febbraio 2017

no joke[220]

JIM WURSTER
NO JOKE
Black Janet Music 2016

Le strade della musica sono misteriose, specialmente in un periodo confuso come questo. Così capita di parlare di personaggi come Jim Wurster, insegnante e musicista della Florida del Sud che, giunto al termine della carriera scolastica, sta pensando di dedicarsi a tempo pieno alla musica dopo 33 anni trascorsi in classe. Non che in questo periodo abbia rinunciato alla sua passione: prima con i Black Janet, poi con gli Atomic Cowboys e infine da solo ha portato avanti la sua idea di Americana con dignità e convinzione.

L’idea di No Joke è nata da un’intuizione di Vinnie Fontana, esperto musicista e produttore in passato associato con Sly Stone, Betty Wright e Timmy Thomas, che gli ha suggerito un remake di Love Thirsty, un brano dei Black Janet. Da qui si è sviluppato un progetto finanziato da Fontana che ha selezionato anche i musicisti tra i session man della zona, suggerendo a Jim di affiancarsi ad alcune voci femminili e richiamando Frank Binger (batteria) e Bob Wlos (pedal steel) degli Atomic Cowboys, anche se la house band è formata da Jimi Fiano alla chitarra, Guido Marciano alla batteria, Dean Sire e Phil Bithell alle tastiere. No Joke è il sedicesimo disco di Wurster, a due anni dal precedente Raw, che ha ottenuto buoni riscontri in Europa.

Jim è un compositore di roots-rock, influenzato da Bob Dylan e Neil Young, del quale esegue una morbida e bluesata cover di Down By The River quietamente psichedelica, accompagnato dalla voce di Daphna Rose, mentre in Yes They Did, cantata in duetto con Karen Feldner, è evidente il debito con il recente premio Nobel. Psychedelic Hindu Guru rispecchia il titolo con le sue influenze lisergiche, Into The Night ha un sapore notturno e tonalità vocali alla Simple Minds, Love Thirsty è un rock dalla melodia epica con una batteria troppo uniforme ed echi di new-wave britannica. Questo brano chiude il disco con un’atmosfera opposta a quella dell’opener No Joke, duetto country-rock con Trish Sheldon, cantante dei Blue Sky Drive, band di Miami, illuminato dalla pedal steel di Bob Wlos. Jim Wurster è discreto sia come compositore che come cantante…il problema è che come lui ce ne sono tanti, magari più giovani, affamati e appoggiati dalle case discografiche. Ricavarsi uno spazio non è facile, vedremo se Jim riuscirà ad allargare la sua nicchia.