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EDWARD ABBIATI & RATTLING CHAINS

di Paolo Baiotti

2 febbraio 2026

ABBIATI

EDWARD ABBIATI & RATTLING CHAINS
LIVE AT NIBADA
Appaloosa 2025

Quanto mancano in questi anni di produzioni discografiche convulse i grandi dischi registrati dal vivo che abbondavano nel periodo d’oro del classic rock? Fortunatamente ci sono anche le eccezioni e proprio dall’Italia proviene una delle più recenti. Mi riferisco a Live At Nibada registrato il 7 dicembre 2024 nel locale milanese dal pavese Edward Abbiati, già leader dei meritevoli Lowlands, con la formazione dei Rattling Chains che raduna alcuni dei migliori musicisti italiani in ambito roots-rock: Maurizio “Gnola” Gliemo alla chitarra solista, Francesco Bonfiglio alle tastiere, Enrico Fossati al basso e Mattia Martini alla batteria, con l’aggiunta dei fiati di Fausto Oldani (sax) e Daniele Zanenga (trombone). Questo disco, mixato dall’amico Chris Peet in Galles, trasuda sudore, fatica, cuore, imperfezioni e divertimento come è giusto che sia. Le canzoni ripercorrono la carriera di Edward, a partire ovviamente dai Lowlands che si sono sciolti nel 2018, proseguendo con il disco inciso insieme a Chris Cacavas (Green On Red, Dream Syndicate) e con quello degli ACC in compagnia di Steve Cantarelli, per finire con i due album solisti Beat The Night (2019), intenso e sofferto e To The Light (2023), più gioioso ed energico, coincisi con problemi di salute dell’artista e con la pandemia, tour cancellati e momenti difficili superati con l’aiuto della famiglia e degli amici, una comunità che si ritrova in questo concerto pieno di spirito, vita ed entusiasmo nel nome dell’amato rock and roll. Disponibile su Bandcamp in vinile (copertina aperta con una grafica magnifica) insieme a cd (che aggiunge quattro brani) e poster oppure in digitale, si ascolta in un fiato non avendo momenti di stanca, dall’energica partenza di Three Chords And The Truth all’ottimistica chiusura di To The Light, entrambe dall’ultimo album. Dovendo scegliere tra gli altri brani, risaltano la bluesata Oh Baby Please con i fiati e tastiere alla Ray Manzarek, la sofferta ballata I Got Hurt e l’altra ballata più oscura Look At Me, entrambe rivitalizzate da vibranti assoli di Gnola. Quanto ai brani aggiunti sul cd non si possono trascurare i due richiami ai Lowlands nella vigorosa e scorrevole In The End cantata con il pubblico e nella romantica e malinconica Love Etc dall’omonimo album del 2014 con il prezioso piano di Bonfiglio, nonchè la ritmata Nothing Left To Say da To The Light che chiude un disco veramente notevole.

Paolo Baiotti

EDWARD ABBIATI – To The Light

di Paolo Baiotti

2 novembre 2023

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EDWARD ABBIATI
TO THE LIGHT
Appaloosa 2023

Il 2023 si sta rivelando un’ottima annata per il rock italiano di matrice roots. Dopo gli eccellenti album di Graziano Romani e di Ellen River, anche Ed Abbiati coglie il bersaglio con il suo secondo disco da solista (il quarto se consideriamo quelli con Chris Cacavas e con The Acc). Chiusa l’avventura con i Lowlands che ha caratterizzato la prima parte del suo percorso con album di qualità come Gypsy Child, Beyond e Love Etc…, il cantautore italo-inglese (nato a Portsmouth, ma da anni residente a Pavia) ha inciso nel 2019 Beat The Night, un album prevalentemente acustico, intenso, fragile e sincero, condizionato nelle tematiche e nell’aspetto musicale dai problemi di salute vissuti in quel periodo.
Quattro anni dopo To The Light ne rappresenta il seguito anche nella veste grafica curata dalla moglie Deborah, che nella colorata copertina raffigura un sole in contrapposizione alla luna del precedente. La situazione è cambiata, è tornata la luce, un ottimismo che si traduce in una musica più gioiosa, elettrica, punteggiata da fiati, tastiere e archi, registrata con l’aiuto degli amici di sempre. La collaborazione di Maurizio “Gnola” Gliemo alla produzione e alla chitarra (tanto discreto quanto indispensabile) e il basso di Enrico Fossati sono presenti in ogni traccia, mentre alla batteria si alternano Mattia Martini e Winston Watson (Bob Dylan). Essenziali la presenza dell’Hammond di Joey Huffman (Drivin’ n’ Cryin’, Soul Asylum), della lap steel di Mike Brenner (Marah) e della fisarmonica di Francesco Bonfiglio, nonchè di una sezione fiati.
Edward si muove agilmente tra garage rock, romanticismo, Jersey sound, influenze punk e folk, infilando una serie di canzoni che si ascoltano senza alcuna fatica e che lasciano una sensazione di serenità e di forza di cui si sente il bisogno in questo periodo storico. L’energica apertura garage-punk di Three Chords & The Truth si trascina dietro una carica mantenuta dalla ritmata Nothing Left To Say, appena acquietata dalla melodica Just About Now in cui l’impasto di archi e fiati profuma di New Jersey e dalla nostalgica Rags, traccia folk con la fisarmonica e il dobro. Si riparte con la robusta Coast Of Barcelona, seguita da To The Light percorsa dall’Hammond e dal rock insistente, bluesato e distorto di Going Downtown con l’armonica di Richard Hunter e la voce di Marco Diamantini (Cheap Wine). Seconda pausa con l’intima Stairs To The Stars caratterizzata da una riuscita coda strumentale, che precede la vitale One Step At The Time venata di soul e la chiusura riflessiva di Love Note, una lettera d’amore ad amici e famiglia scritta in un momento difficile con la giusta dose di ottimismo perché, come recita il testo, “Sending a love note to the open road / The end of this story is still to be told”.
Un plauso anche alla qualità del suono mixato da Chris Peet in Galles e masterizzato da Alex McCollough a Nashville.

Paolo Baiotti