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BILL PRICE – Digging Deeper Toward The Sky

di Paolo Baiotti

26 maggio 2019

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BILL PRICE
DIGGING DEEPER TOWARD THE SKY
Grass Magoops 2017

Questo mini album di 5 canzoni per complessivi 26 minuti è il settimo pubblicato da Price, concepito come disco autonomo, ma anche come una specie di coda al doppio I Can’t Stop Looking At The Sky, un progetto ambizioso che comprende anche un libro che ha lo stesso titolo dell’Ep, pubblicato nel 2015. Price sostiene che si tratta di canzoni che, pur avendo un tema comune, come stile e testi non si prestavano ad essere incise con quelle del doppio, trattandosi di brani semplici, diretti e prevalentemente acustici. Libro e album sono ispirati da un viaggio nell’ovest degli Stati Uniti; il progetto completo, frutto di quattro anni di lavoro, comprende un diario di 120 pagine, un libro di 160 pagine con racconti, riflessioni e poesie legate al tema del viaggio e ad altri aspetti della vita, posters, adesivi e memorabilia, venduti insieme sul sito www.billprice.info.
Originario dell’Indiana, Price ha fatto parte negli anni ottanta del gruppo Off The Tracks; nel decennio successivo ha formato il duo acustico The Mighty Quintessentials con Mario Noche e poi il trio The Brains Behind Pa ispirato dalla musica di Bob Dylan che ha pubblicato un ep di musica tradizionale nel 2002 e l’album Better For The Deal nel 2006. E’ approdato all’esordio da solista con Bones & Apples nel 2003, seguito quattro anni dopo dall’Ep The Circus & The Gallows. Alternando attività solista e collaborazioni ha ottenuto una discreta attenzione in Europa e in Australia, nonché in alcune zone degli Stati Uniti.
La scorrevole Ordinary Time apre il dischetto con un riuscito intreccio di mandolino e violino che accompagnano con tonalità country-folk, specialmente nella coda strumentale, la voce melodica di Price, che suona chitarra, organo e armonica, aiutato dalla sezione ritmica di Jamey Reid (batteria) e Jeff Stone (basso). As They Come è una delicata ballata cantautorale con sfumature folk, con un raffinato assolo di chitarra elettrica. Don’t Put The Child Away Too Long ha un’atmosfera più rilassata, mentre Saint Ampersand è un rock brioso venato di influenze rockabilly, che si giova di un impasto insinuante di hammond e chitarra. The Last Refugee chiude sommessamente il disco senza brillare particolarmente ma, complessivamente, in Digging Deeper Toward The Sky Price denota discrete doti di scrittura e di interpretazione.