JIM WURSTER – Trascendental Inclinations

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JIM WURSTER
TRANSCENDENTAL INCLINATIONS
Y&T Music 2025

Insegnante e musicista della Florida del Sud che, giunto al termine della carriera scolastica, si è dedicato a tempo pieno o quasi alla musica dopo 33 di lavoro, Jim Wurster dapprima con i Black Janet, poi con gli Atom Cowboys e infine da solo ha portato avanti dagli anni Novanta (quando ancora suonava nel tempo libero) la sua idea di Americana con dignità e convinzione. Dopo No Joke (2016) e Life (2018) si è fermato anche a causa della pandemia, pubblicando solo un ep digitale di tre canzoni, Threee Silly Love Songs (2023), ma preparando con cura e pazienza il nuovo album assistito dal fedele collaboratore Bob Wlos (pedal steel, chitarrre, basso, banjo, mandolino, dobro, tastiere), che ha prodotto il disco con Mike Vullo (batteria, chitarre, basso, armonica).
Nell’apertura country-rock di Tried And True Jim dichiara seccamente di amare la musica country con un’anima, non quelle schifezze che vengono programmate dalle radio, mentre la pedal steel di Wlos ricama arpeggi melodici. La title track ondeggia tra country e bluegrass con un certo gusto, guidata dal violino campagnolo di Jack Stamates, mentre I Keep Rollin’ è una ballata sempre venata di country. Il ritmo accelera con il rockabilly Tear It Up (Johnny Burnett), la prima di tre cover che richiamano le prime influenze dell’artista e che danno una maggiore vivacità al disco. La seconda è la ballata Lonesome Town di Barker Night, un hit di Billy Nelson poi ripresa da Paul McCartney e Bob Dylan, la terza è Rave On, hit rock and roll di Buddy Holly del ’58. Questi tre brani eseguiti con calore e rispetto si fondono senza scossoni con le canzoni di Wurster più vicine al country/folk tra le quali è doveroso ricordare la bluesata Wash Me In The River con venature gospel, la grintosa High Rolling Holy Roller e il bluegrass Black Queerie con testi fortemente critici sull’attuale situazione sociale degli Stati Uniti.

Paolo Baiotti

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