DAVID MASSEY – Man In The Mirror

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DAVID MASSEY
MAN IN THE MIRROR
Autoprodotto 2025

Abbiamo seguito in passato l’attività musicale di David Massey, impegnato come avvocato fino al 2017 a Washington D.C. quando ha lasciato un importante studio legale per dedicarsi negli anni della maturità alla musica, sua grande passione che prima lo occupava nel tempo libero. L’esordio risale al 2004 con Blissful Of Blue, seguito da album ed Ep tra i quali citiamo il recente Darkness At Dawn, mini-album di sette canzoni. Sempre accompagnato dal valido chitarrista Jay Byrd (a sua volta cantautore solista) e dal bassista e coproduttore Jim Robeson, con Miles Lieder alla batteria e Bill Starks alle tastiere, Massey questa volta presenta otto brani registrati in uno studio del Maryland e masterizzati a Nashville che lo confermano come autore sensibile e raffinato che si muove in ambito roots rock con influenze folk e country, con una maggiore dose di malinconia rispetto al passato, forse dovuta in parte alla natura delle cose, in parte a problemi fisici che gli hanno impedito di suonare dal vivo negli ultimi anni.
Tra i brani meritano sicuramente una citazione la ballata Marianne che ricorda John Prine, dedicata alla moglie di Robeson e scritta durante la lunga malattia della donna, in cui si inserisce il violoncello di Kristen Jones, l’altra triste ballata Too Soon Gone con la fisarmonica di Shamus McRobie, tributo a due sorelle figlie di un caro amico morte troppo giovani a causa di un incendio della loro abitazione, l’up-tempo country rock Till The Evening Comes, l’intima Dawn attraversata da una soffusa pedal steel e la ritmata Fighter’s Lament con una chitarra knopfleriana, che racconta la storia di un giocatore di hockey su ghiaccio costretto al ritiro per un grave infortunio. Il disco è chiuso dalla cover acustica di Tecumseh Valley di Townes Van Zandt, eseguita in modo poco personale.

Paolo Baiotti

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