STEVE YANEK – Long Overdue

Steve-Yanek

STEVE YANEK
LONG OVERDUE
Primitive Records 2022

A volte ci vogliono tempo e pazienza per raggiungere i proprio obiettivi. Steve Yanek, nato a Youngstown e da tempo residente nelle campagne della Pennsylvania, sembrava avere un futuro promettente in campo musicale quando nel 2005 pubblicò il suo esordio Across The Landscape. Ma, pur avendo ricevuto delle buone recensioni, il disco è passato nel dimenticatoio, nonostante la presenza di nomi conosciuti come Jeff Pevar (CPR con David Crosby), Rod Morgenstein e T.Lavitz (Dixie Dregs e Jazz Is Dead), finchè è stato infine pubblicato in Europa nel 2020 ed accolto con positivi riscontri. Nel frattempo Steve non si è perso d’animo: ha fondato la Primitive Records, ha lavorato come manager anche in campo musicale, formato una band e messo a punto uno studio di registrazione. Alla fine, atteso da tempo (come suggerisce il titolo Long Overdue) è tornato con il secondo album riunendo con l’aiuto determinante di Jeff Pevar, che ha prodotto il disco e suonato basso, tastiere e chitarre di ogni tipo, tracce proveniente da incisioni di parecchi anni fa con i musicisti sopra citati e tracce nuove registrate con collaboratori di lusso come il batterista Kenny Aronoff (John Mellencamp, John Fogerty) e il pianista Billy Payne (Little Feat).
Musicalmente si incrociano rock e country con echi di Gram Parsons, Tom Petty, Jackson Browne, Eagles e Merle Haggard, con arrangiamenti curati attentamente da Pevar che ha lavorato separatamente da Yanek a causa della pandemia.
Long Overdue è un’apertura mossa e accattivante in cui si fa strada la lap steel di Pevar che richiama il lavoro di David Lindley con Jackson Browne. La qualità dei brani è alterna: Like Now è un mid-tempo pop-rock un po’ scontato, come la cadenzata All The Sorrow che ha la batteria in primo piano ma non riesce a convincere fino in fondo, a differenza dell’up-tempo Tired Of This Attitude con Payne e Aronoff o della deliziosa ballata Everyone’s Crazy These Days in cui il piano e la chitarra acustica hanno un ruolo essenziale. Nella seconda parte del disco emergono la ballata pianistica About This Time e l’energico rock On Your Side, a differenza della melensa You Move Me e di Throw Me Down A Line. In sostanza Long Overdue è un album discreto chiuso dalla malinconica traccia acustica Goodbye suonata in solitaria da Yanek.

Paolo Baiotti

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