WHISKEY MYERS – Whomp Whack Thunder
di Paolo Baiotti
16 febbraio 2026
WHISKEY MYERS
WHOMP WHACK THUNDER
Wiggy Thump 2025
Analogamente ai georgiani Blackberry Smoke, i Whiskey Myers, texani di Palestini, hanno avuto un’ascesa lenta e continua corroborata dal passaparola e dai concerti, visto che suonano un genere che in radio e nei media non è popolare, ossia un southern rock con venature country. Guidati da Cody Cannon (voce e chitarra), John Jeffers (chitarra solista, slide, lap steel e voce) e Cody Tate (chitarra), ai quali si sono aggiunti Jeff Hogg alla batteria sin dalle origini del 2007, James Gleaves al basso e Tony Kent alle tastiere e percussioni entrati prima dell’omonimo album del 2019, hanno esordito con l’autoprodotto Road Of Life, crescendo con Firewater, Early Morning Shakes e Mud del 2016. In seguito, hanno partecipato alla serie tv Yellowstone non solo con alcune canzoni, tra le quali il singolo Stone, ma anche come band in un saloon, aumentando notevolmente la loro popolarità. L’album Whiskey Myers è entrato al n.6 nella classifica di Billboard, un vero exploit per un disco di rock sudista, senza che la band ammorbidisse il proprio suono, anzi lasciando il produttore Dave Cobb. E ben nove singoli sono stati certificati d’oro o platino. Tornillo, pubblicato nel 2022, ha segnato un rallentamento, ottenenendo un riscontro inferiore forse per la difficoltà di suonare dal vivo in quel periodo. Ma anche il nuovo album Whomp Whack Thunder sembra destinato a restare un prodotto di nicchia, pur non avendo nulla da invidiare agli album precedenti. La band non inventa nulla, questo è chiaro, ma riveste di nuova freschezza un repertorio rock and roll solido e tosto, ben cantato e suonato con calore ed energia, pur essendo prodotto da Jay Joyce, associato ad artisti mainstream come Keith Urban, Carrie Underwoosd e Miranda Lambert (ma anche a nomi più interessanti come Molly Tuttle, Black Crowes e Lainey Wilson). Se è vero che ci sono un paio di brani con influenze pop-rock come Icarus, le canzoni reggono alla grande per merito della voce ruvida di Cody Cannon, dell’entusiasmo e dell’energia debordante dei ragazzi, sia che si tratti di ballate dolenti come Rowdy Days o Born To Do che di rock and roll potenti del calibro di Time Bomb e Tailspin che aprono il disco, di Midnight Woman (a un passo dall’hard rock), della più scontata Break These Chains, dell’elettroacustica Ramblin’ Jones (che potrebbe uscire dal repertorio dei Blackberry Smoke) o dell’inquieta Rock N Roll. La malinconica Monsters chiude in un clima intimo e sofferto un disco di rock da ascoltare a volume molto alto.
Paolo Baiotti

