Posts Tagged ‘Kaurna Cronin’

KAURNA CRONIN – Aloft In Blue

di Paolo Baiotti

3 marzo 2021

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KAURNA CRONIN
ALOFT IN BLUE
Autoprodotto 2020

Kaurna Cronin è un cantautore australiano più volte premiato in patria, che ha girato a lungo in Europa (speciamente in Olanda, Belgio e Germania), Canada e Stati Uniti con una band prevalentemente acustica di stampo folk, anche se negli ultimi dischi ha accentuato l’aspetto melodico e le influenze pop. Ha alle spalle cinque album a partire dal 2012 con Feathers
Aloft In Blue è un disco in cui pop, folk e rock e un pizzico di soul vengono miscelati con preferenza per atmosfere leggere, ballabili e melodiche che si adattano alla voce morbida e accattivante di Kaurna Cronin (voce, armonica, piano, armonica, synth, batteria) che a tratti ricorda Al Stewart, a partire da Glass Road e The Part Of Me I Let You See che aprono il disco seguite dalla sognante Wishing On Forever. La seconda voce di Lauren Henderson si affianca spesso al leader, che ha scritto, prodotto e registrato l’intero disco in Australia. Se alcune ballate come Sucker For That che colpisce per emotività e arrangiamento melodico con l’aggiunta di spruzzate d’armonica, l’avvolgente Aloft (How Far Will This Go) e la riflessiva The Dead Things Grow posta in chiusura convincono per capacità di scrittura e di sviluppo altrove, soprattutto dove il ritmo si incrementa, il disco mantiene una leggerezza di fondo un po’ eccessiva, più vicino ad un easy listening seppur di discreta fattura, come nella radiofonica Roses Can Be Blue, nella scorrevole Give Your Love To A Stranger e in All The Years To Come.
In conclusione Aloft In Blue è un disco nel quale prevalgono le colorazioni tenui, delicato e sognante, con dei testi intimi ed espressivi e arrangiamenti raffinati.

KAURNA CRONIN – Southern Loss

di Ronald Stancanelli

7 dicembre 2016

KAURNA CRONIN[45]

KAURNA CRONIN
SOUTHERN LOSS
Broken Silence Records 2016

Kaurna Cronin è un cantautore australiano che già dato il cognome non pensiamo debba sentirsi assolutamente a disagio Già attivo con altri album, un primo lavoro caratterizzato da suoni retro elettronici grazie all’aiuto del connazionale Jordan F ottenendo dei risultati più che soddisfacenti e poi cambiando le carte in tavola abilissimo a mescolare sembianze country con rintocchi indie con il suo penultimo album che si intitolava Glass Fool. Adesso contraddistinto da una splendida e suggestiva copertina esce questo Southern Loss. Purtroppo il nostro non è che brilli per quanto concerne la voce che è alquanto anonima e forse leggermente sgraziata. I brani in linea con certo easy contro rock si susseguono in serie senza lasciare il segno ma diciamo anche senza tediare o che il tutto si possa battezzare come dischetto brutto. Diciamo che la cosa migliore resta la copertina e i 36 minuti circa del suo percorso sono perfetti come sottofondo mentre si è affaccendati in tutt’altro. Riascoltato comunque altre volte il lavoro di Cronin, che cognome altisonante mi infonde quasi soggezione, effettivamente sembra meno peggio di quanto lasciasse supporre inizialmente e forse avendo prima esagerato nel quasi affossarlo adesso ci fa compagnia un po’ più volentieri restando comunque nel limbo di album non indispensabili ma neanche onestamente disprezzabili.