JIMI BARBIANI BAND – Still In Love

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JIMI BARBIANI BAND
STILL IN LOVE
Mig 2026

La Jimi Barbiani Band è il progetto di Jimi, uno dei migliori chitarristi slide rock-blues europei, un’alchimia di influenze provenienti da artisti come Jimi Hendrix (primo amore di Barbiani), Jeff Beck, Free e Gov’t Mule. Come succede quasi sempre in questo genere il suono esplosivo del power trio (o del quartetto con le tastiere) si esprime al meglio nelle esibizioni dal vivo, dove l’eterogeneità dello spettacolo e il suo impatto crescente enfatizzano la personalità di ogni membro della band, che comprende Ian Zavan alla batteria, in formazione da più di dieci anni e Andrea “Pea” Tavian al basso.
La carriera professionale di Jimi è iniziata alla fine degli anni Novanta con il trio dei W.I.N.D. guidato dalla voce e dal basso di Fabio Drusin. Con loro ha registrato tre dischi in studio e collaborato con Johnny Neel, ex della Allman Brothers Band. Lasciato il gruppo si è dedicato alla carriera solista esordendo nel 2010 con Back On The Tracks, seguito da Blue Slide (2014) e dal live Boogie Down The Road (2018).
Dopo una pausa di otto anni Barbiani ha recentemente pubblicato Still In Love per una label prestigiosa come la tedesca MIG; d’altronde il suo nome è probabilmente più conosciuto in paesi come Olanda, Germania e Austria dove il rock-blues è un genere ancora molto popolare rispetto all’Italia (escluse le regioni del nord-est).
Still In Love è un disco vario aperto da I Miss The Rock’n Roll, un brano trascinante da tempo nel repertorio della band, seguito dalla bluesata e grintosa We Must Dream, un boogie che ricorda gli ZZ Top, caratterizzata dalla slide di Jimi e dalla sua voce solista che in questa occasione è l’unica utilizzata, a differenza del passato. Il ritmo rallenta con i sapori southern della melodica e sognante Spend Me Your Light che cresce nel finale dominato dalla slide. La ruvida Going Lazy, scritta con Fabio Drusin, precede un’accoppiata di cover: il quieto strumentale acustico Little Martha di Duane Allman e la ballata Purple Rain di Prince, spesso eseguita dal vivo, in cui Barbiani non teme di confrontarsi con la chitarra solista dell’autore del brano nella brillante improvvisazione centrale.
Nella parte finale, dopo la scontata Mr. White, il raffinato slow jazzato Silent Pool e la cover acustica di As The Crow Flies (Tony Joe White) mantengono viva l’attenzione, confermando soprattutto le qualità strumentali di Barbiani.

Paolo Baiotti

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