DIANE PATTERSON – Satchel Of Songs

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DIANE PATTERSON
SATCHEL OF SONGS
Creative Commons 2022

Diane ha una lunga e creativa storia alle spalle. Basata nel nord della California, attiva dall’89 con la sua “mystic acoustic americana music” nella scena indipendente, ha esordito discograficamente nel ’91 con la band reggae/latin The Heat, quattro anni dopo ha pubblicato Live At The Palms con il Diane Patterson Sextet, seguito nel 2005 da un disco folk di canzoni politiche e non, intitolato Hip The Hip. Negli anni successivi sono usciti tre CD-R casalinghi e quindi World Awake nel 2010, l’ep Holy Days Of Winter e nel 2013 Build a Bridge. Nel 2016 ha girato negli Stati Uniti e in Europa con molte tappe in Scandinavia dove è molto apprezzata, accompagnando l’uscita di Teach, Inspire, Be Real. Infine nel 2019 è stato il momento di Open Road registrato e prodotto da Mike Napolitano con l’aiuto ai cori della moglie Ani DiFranco, alla quale ha aperto nove concerti nel Midwest. In genere Diane suona in inverno nelle Hawaii e in estate in Europa e Scandinavia, sia in locali che nelle case con intimi “house concerts”. Ha una voce forte ed energica, suona la chitarra acustica e l’ukulele e scrive testi significativi da attivista di impatto sociale e politico, promuovendo il rispetto delle culture indigene.
La title track del nuovo album Satchel Of Songs, in cui Diane mette in luce diversi registri vocali, è stata scritta in Svezia nel 2019 ed è l’elemento dal quale è partita la costruzione del disco. Nuovamente registrato, mixato e prodotto da Napolitano (Squirrel Nut Zippers, Ani DiFranco) a New Orleans dove Diane si è trasferita, eccetto due brani, con l’aiuto di musicisti di qualità come Terence Higgins alla batteria (Ani DiFranco, Dirty Dozen Brass Band), Todd Sickafoose al basso (Ani DiFranco), Joe Craven al mandolino (Garcia & Grisman), Barbara Higbie al violino (Bonnie Raitt), Rick Nelson al contrabbasso e violino (Rickie Lee Jones) e Ani DiFranco alla voce, il disco è aperto dal reggae Roots Heart Rhythm, seguito da Silk And Honest Pay, ispirato da una canzone vichinga. La mossa ed inusuale Steady The Hand sul dramma dei bambini soldati in Siria, la solida e personale ballata jazzata Maybe Easy in ricordo di un’amica scomparsa, For Stage e l’eterea e sospesa One Part Corn caratterizzano la parte centrale dell’album, mentre nel finale spiccano Turn Toward The Sun che ricorda lo stile di Joni Mitchell, artista centrale nella formazione di Diane e la gioiosa Somewhere There’s a Song.
Satchel Of Songs è un album folk originale e coraggioso, che merita più di un ascolto.

Paolo Baiotti

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