SCOTT McCLATCHY – Six Of One

2. FINAL Front Cover

SCOTT McCLATCHY
SIX OF ONE
Lib Rec 2020

Scott è rimasto fermo dieci anni, anche per motivi di salute, prima di incidere Six Of One in cui alterna sei brani autografi e sei covers che ne chiariscono le influenze e le passioni, da The Band a Graham Parker, da Steve Forbert a Butch Walker. Partito come cantante, autore e chitarrista di The Stand, band di Filadelfia, ha lasciato la città d’origine per New York nel 2000, dove ha collaborato con Scott Kempner e Manny Caiati dei Del-Lords per il suo esordio solista Blue Moon Revisited, seguito da Redemption e Burn This, dischi caratterizzati da un energico blue-collar rock. In seguito ha pubblicato A Dark Rage, scritto e prodotto con Billy Lee, autore dell’area di Nashville. Dopo il quarto album si è dedicato con lo stesso Lee a scrivere brani per altri artisti e per colonne sonore, in area country-roots; ha anche suonato come session man e in tour con Dion e Dave Kinkaid.
In passato ha definito la sua musica Americana, Rock And Roll, Folk…un mix di impronta cantautorale rock influenzato oltrechè dai nomi sopra indicati, da maestri del genere come John Fogerty, Bob Seger e Bruce Springsteen.
Six Of One è un ritorno caldo e riuscito, in cui i brani del cantautore non sfigurano rispetto alle covers che potrebbero sovrastarli. Registrato tra New York, New Jersey, Ohio e Nashville con una band basata sulle chitarre di Chris Erikson e Dave Consiglio, la batteria di Jeff Pancoast e il basso di Roy Fisher, con frequenti inserimenti della sezione fiati degli High School Horns, l’album scorre veloce e pieno di entusiasmo, trainato dalla voce sporca di Scott, perfetta per un repertorio chitarristico che raggiunge l’apice nelle autografe Summer of ’89 e Roving Eye in cui fanno la loro figura le chitarre vibranti di Scott Kempner e Eric Ambel (la metà dei Del-Lords), poste quasi in chiusura del disco, prima della cover folk di Grand Central Station di Steve Forbert in cui si inserisce l’armonica di Tommy Womack.
Quanto alle altre tracce, tra le cover spiccano l’accoppiata della dolente e rallentata Smoke di Ben Nichols (Lucero) e di una vivace Ophelia (Robbie Robertson), entrambe bagnate dalla giusta dose di fiati, nonché l’errebi di Heat Treatment (Graham Parker), mentre tra i brani di McClatchy la vigorosa Rock And Roll Romeo, l’irish-rock di Wedding Day Dance con il violino di Rosie MacNamara e la ballata Break Even meritano di essere citate, anche se il disco non ha momenti di vera debolezza.

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