TOM SHED – Davey’s Cornet

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TOM SHED
DAVEY’S CORNET
Curly Maple Music 2016

Tom Shed è un cantautore country appassionato di storia americana. Molte sue canzoni si riferiscono ad episodi accaduti nel passato più o meno recente, dal grande uragano del 1928 alla depressione degli anni trenta, dall’incendio di Jacksonville al periodo dei diritti civili, cercando di mitigare il tono serioso con un po’ di sano umorismo e ironia, che si rispecchia anche in alcune scelte musicali. Così si susseguono l’errebi/country fiatistico Better Than Good che apre il disco irrorato dai fiati e dai backing vocals di Marcia Ramirez e Britt Savage, la divertente e scorrevole Ole Hickory’s Town, un country/hillibilly con un banjo bluegrass che racconta il grave incendio del 1901 a Jacksonville visto dagli occhi della nonna del musicista, per non parlare del brillante strumentale Groove che chiude il disco ricordando lo stile delle marching band di New Orleans. Nell’acustica Fear, una delle tracce migliori dell’album, viene espresso il sentimento della paura verso l’ignoto, il valzer Davey’s Cornet racconta l’esperienza di un veterano alle prese con il disturbo da stress post-traumatico mentre Bolita Sam affronta la vicenda di un politico degli anni cinquanta ucciso dall’amante di colore su un rilassato tappeto country. Non mancano riferimenti a vicende sentimentali come in Walk Proud influenzata dalla scrittura di John Prine, nella delicata Does It Hurt To Laugh? con un inizio che ricorda Friend Of The Devil dei Grateful Dead, nella malinconica e struggente Just A Soft Echo e nel country Draw The Line in cui Tom si esibisce anche in alcuni yodel. L’unica cover è Ghost Riders In The Sky ripresa con rispetto, aggiungendo il tocco della pedal steel di Steve Hinson all’iconico tradizionale country.

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