SESSION AMERICANA – North East

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SESSION AMERICANA – North East (Appaloosa/IRD 2019)

Una formazione curiosa quella dei Session Americana, una sorta di ensemble senza un leader vero e proprio in cui tutti sono protagonisti di una piacevole miscela di suoni acustici a cavallo tra rock e cantautorato: nella fattispecie, nel caso di questo recente prodotto distribuito dall’Appaloosa, del cantautorato della east coast, o ancor più precisamente del New England.
North East è infatti un omaggio alla scuola del nord est americano, una scuola che vanta una miriade di autori, più o meno conosciuti, sviluppatasi con la complicità delle numerose coffee house e dei club attivi intorno a Cambridge, la città gemella di Boston, sede dell’università del Massachusetts. Ora forse le cose sono cambiate, ma fino a metà anni novanta nei club di quella zona, come ebbe a dirmi il mio amico Patrick parafrasando i Beatles, c’erano concerti otto sere alla settimana!

In East Coast i componenti del gruppo giocano a scambiarsi microfono e strumenti dando vita ad un disco gradevolissimo, senza picchi eccessivi, molto omogeno a dispetto delle tante voci impiegate e degli ancor più autori. Se la rilettura di Ry Cavanugh (cantante e polistrumentista) della Riding On A Railroad del bostoniano James Taylor (poi californiano d’adozione) ricorda fin troppo il modo di cantare del suo autore, Jimmy Fitting convince molto con le atmosfere caraibiche di Here Comes Your Man presa dal repertorio di bostoniani più giovani, i Pixies, e piace anche come Zak Troiano riprende You’ll never Got To Heaven di Bill Morrissey (altro frequentatore dei club di Harvard Square e dintorni con cui il mio amico Patrick ebbe in quegli anni l’onore di condividere spesso le assi del palco come opening act).

Sempre del Massachusetts è Amy Correia, cantautrice e autrice di You Go Your Way, resa molto bene dai Session Americana, con la voce stavolta di Rose Polenzani, impegnata qui anche al piano, mentre Cavanaugh si occupa della slide e Fitting dell’armonica, ma ci sono chiaramente anche sezione ritmica, mandolino, altri cantanti, fisarmonica. Ali McGuirk dà voce a The Night, scritta da Mark J. Sandman, il cui nome è tristemente legato al nostro Bel Paese visto che vi è morto collassando sul palco a Palestrina nel 1999 mentre vi si esibiva con i Morphine, il gruppo di cui era bassista. Merrie Amsterburg è la voce nella delicata Trip Around The Sun, rubata a Jimmy Buffett, con un bell’intervento di Duke Levine alla mandola e di Peter Linton all’elettrica.

Di Boston era anche la stella della disco music Donna Summer e i Session Americana si cimentano con un classico della protetta di Giorgio Moroder, Dim All The Lights, molto riuscita grazie alla buona voce di John Powhida su cui gli strumenti acustici si innestano alla perfezione, senza togliere al brano lo spirito dance originario, quasi inimmaginabile in una rilettura acustica decisamente un bell’esperimento più che riuscito.

Tra gli altri autori più noti ripresi dall’ensemble ci sono poi Patti Griffin, Jonathan Richman – di cui è ripresa Roadrunner in arrangiamento con Dinty Child che canta richiamando alla mente gli Animals (che avevano inciso l’omonimo brano di Bo Diddley del resto) –, Carly Simon Tom Rush, i meno noti Letter To Cleo, Christopher Pappas, autore della notturna Driving.
Oltre ai componenti citati sin qui, tra le voci soliste dei Session Americana ci sono anche Dietrich Strauss (occasionalmente alle tastiere), Kris Delmhorst, Jennifer Kimball (anche al piano), Billy Beard (anche batterista), il dobroista Jeffrey Foucault (già titolare di una carriera a proprio nome), la violinista Isa Burke, il bassista Jon Bistine.

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