THE CASH BOX KINGS – Hail To The Kings

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THE CASH BOX KINGS – Hail To The Kings (Alligator 2019)

Sulla breccia da una quindicina d’anni, questa formazione guidata da Joe Nosek, armonicista e cantante, rappresenta la faccia più classica del blues di casa Alligator. Il gruppo, che comprende anche Oscar Wilson (voce principale del gruppo), Billy Flynn (chitarrista solista), Kenny Smith, (batterista) e John W. Lauther (bassista), è dedito soprattutto al rhythm and blues delle origini, quello che si sviluppò a Chicago a cavallo e dopo la seconda guerra mondiale, quello legato alle origini della leggendaria Chess Records.

Per questo loro nuovo disco i Cash Box Kings non cambiano ricetta, il sound è quello, ci si aggiungano un paio di ospiti a condire il tutto, in particolare Queen Lee Kanehira alle tastiere e Shemekiah Coplenad a duettare con Wilson e il gioco è fatto: un prodotto godibile, allegro, leggero.

Musica festosa, la voce nera di Wilson ha la meglio su quella di Nosek, che pur si ritaglia qualche spazio come voce solista o duettando col cantante principale, ma preferisce comunque soffiare nell’armonica. La chitarra di Flynn è solida, forse è il marchio che contraddistingue il sound del gruppo, pur non trattandosi del chitarrista originale, quello che imprime al prodotto un po’ di modernità. Nel brano The Wine Talkin’ c’è il duetto con la Coplenad, ma è poca cosa rispetto a quello che la black singer potrebbe fare e che ben sappiamo dai suoi dischi da titolare, in Joe You Ain’t From Chicago e John Burge Blues c’è invece Alex Hall alle percussioni ad irrobustire il sound.

Per il resto ogni tanto fa capolino del blues più torrido e torrenziale, come nel caso della languida Sugar Daddy con la chitarra di Flynn particolarmente ispirata.

Se vi piace il blues chicagoano degli anni cinquanta, il disco vi piacerà, va da sé che comunque rivolgersi ai vecchi lavori di Muddy Waters, Howlin’ Wolf e soci darà più soddisfazioni.

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