JOHN MAYALL – Nobody Told Me

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JOHN MAYALL
NOBODY TOLD ME
Forty Below 2019

Nel 2008 John Mayall, classe 1933, annunciò lo scioglimento dei Bluesbreakers per rallentare l’attività ed essere libero di suonare con altri musicisti. Tre mesi dopo iniziò un tour solista con Rocky Athas alla chitarra, Greg Rzab al basso e Jay Davenport alla batteria, con ospite Tom Canning al basso. Questa formazione, escluso Canning, ha proseguito l’attività fino al settembre 2016, poi John si è separato da Athas ed ha suonato per un anno in trio senza chitarrista. Infine ha assunto la prima chitarrista donna della sua storia, Carolyn Wonderland nell’aprile 2018. In questo periodo ha inciso cinque dischi in studio e tre dal vivo e suonato decine di date ogni anno…e meno male che pensava di ridurre l’attività! Nel 2014 ha firmato per la Forty Below del musicista e produttore di Los Angeles Eric Corne (già collaboratore di Walter Trout, Joe Walsh, Edgar Winter, Kim Deal, Lucinda Williams, Joe Bonamassa…) che ha prodotto gli ultimi dischi del bluesman. Nobody Told Me, inciso nello Studio 606 di Dave Grohl all’inizio del 2018 e pubblicato nel febbraio 2019 è l’ultima fatica di John, un disco che lo conferma su livelli di eccellenza difficili da immaginare per un artista ultraottantenne. Ancora in trio, Mayall ha invitato alcuni chitarristi, non necessariamente di blues, che contribuiscono alla varietà e incisività dell’album.

L’opener What Have I Done Wrong è un up-tempo brillante ed energico, cantato con una voce che sembra la stessa degli anni sessanta, scandito da una calda sezioni fiati e completato da un calibrato assolo di Joe Bonamassa. Il ritmo si mantiene alto con The Moon Is Full, percorso dalla chitarra nervosa di Larry McCray che si lascia andare nello spazio solista finale, mentre le tastiere di John riempiono gli spazi restanti. Evil And Here To Stay è un mid-tempo di Jeff Healey con il leader al piano elettrico e all’armonica, in cui si inserisce la chitarra di Alex Lifeson dei Rush, una presenza sorprendente che si adatta agevolmente al mood del brano. Non mi sarei immaginato neppure la presenza di Todd Rundgren, invece il suo apporto all’errebi That’s What Love Will Make You Do, classico di Little Milton, è vigoroso e lodevole, in compagnia di un hammond incantevole. Distant Lonesome Train è un brano recente di Bonamassa, trasformato in un roots-rock inquietante illuminato dalla slide di Carolyn Wonderland (entrata nella band proprio in seguito alla registrazione di questo album), seguito dal robusto e scattante mid-tempo Delta Hurricane, in cui riappare la chitarra di Bonamassa in ottima forma, accompagnata dall’hammond e dalla sezione fiati. The Hurt Inside è una ballata di Gary Moore da After Hours del ’92, interpretata con gusto e cantata con voce profonda, inserendo dei fiati avvolgenti e l’incisiva chitarra di Larry McCray. Gli ultimi tre brani sono scritti da Mayall: il grintoso tempo medio It’s So Tough con un altro ospite impensato, Little Steven che da sempre è appassionato di blues e soul, ma non aveva mai suonato con il bluesman, lo scorrevole up-tempo Like It Like You Do tra blues e rock and roll con l’energica partecipazione della Wonderland che dà il meglio nell’eccellente slow Nobody Told Me, degna chiusura di un album che convince per freschezza ed energia, nonché per il livello qualitativo dei musicisti, degno del passato di uno dei più grandi artisti della storia del blues inglese.

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