MARCUS KING BAND – Carolina Confessions

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MARCUS KING BAND
CAROLINA CONFESSIONS
Fantasy 2018

Appena ventiduenne, Marcus King ha già raggiunto obiettivi importanti. Nato a Greenville in South Carolina, figlio del bluesmen Marvin King, insicuro e solitario in ambito scolastico, ha trovato presto la sua strada in campo musicale, esordendo nel 2015 con Soul Insight per la Evil Teen di Warren Haynes, che lo ha aiutato producendo l’anno dopo il secondo album per la Fantasy, The Marcus King Band. Per il terzo disco, quello della definitiva consacrazione, Marcus è stato prodotto da Dave Cobb, che in questi anni si è distinto per avere seguito i migliori talenti del genere Americana (Sturgill Simpson, Chris Stapleton, Jamey Johnson, Jason Isbell…), registrando a Nashville negli storici Rca Studios. Una scelta intelligente, in quanto Cobb ha sicuramente dato il suo contributo a gestire al meglio l’esuberanza e l’entusiasmo di una band formata da sei musicisti giovani, talentuosi e affamati. Perché una delle caratteristiche di King è quella di guidare un vero gruppo affiatato, lasciando spazio agli altri musicisti, dalla sezione ritmica (l’ottimo Jack Ryan alla batteria e Stephen Campbell al basso) alla sezione fiati (Justin Johnson alla tromba e Dean Mitchell al sax e flauto), passando per le tastiere di DeShawn Alexander. Se dal vivo, come testimoniato dal recente concerto milanese, talvolta gli strumenti si sovrappongono creando un po’ di confusione, in studio Cobb ha guidato con mano sicura i ragazzi, ottenendo un risultato egregio. Tuttavia il merito maggiore va dato alla qualità superiore di Marcus, chitarrista che prosegue degnamente la tradizione dei grandi solisti del sud di scuola allmaniana, nel solco di Duane Allman, Dickey Betts, Warren Haynes e Derek Trucks, cantante dotato di una roca voce soul espressiva e personale di rara efficacia e compositore sorprendentemente maturo per la sua età, anche nella scrittura dei testi.
Alternando tempi medi come la melodica Homesick, gli errebi Where I’m Headed illuminato da un assolo di slide, 8 A.M. nel quale la voce di Kristen Rogers inserisce tonalità gospel e la notevole Autums Rains, che ricorda la Marshall Tucker Band nel suo sviluppo con un assolo alla Dickey Betts, alla ritmata e vigorosa Welcome ‘Round Here, traccia aspra con un distorto assolo psichedelico e alla briosa How Long, il gruppo costruisce un disco frizzante e convincente che cresce ulteriormente di livello con le ballate. In questo ambito Marcus è già un maestro, basta ascoltare il sontuoso soul sudista Confessions che apre il disco, l’acustica Remember, l’accorata Side Door che ci riporta al periodo migliore del southern rock e la conclusiva Goodbye Carolina, drammatico ricordo di un amico suicida, interpretato con sfumature intime che ricordano Jason Isbell e sostenuto da una slide struggente, con un finale strumentale jazzato.
Incrociando soul, rhythm and blues, influenze jazz e rock di matrice southern, la Marcus King Band ha pubblicato uno dei dischi più significativi di quest’anno in un settore bisognoso di rinnovamento.

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