DEBORAH HENRIKSSON – Near And Far

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DEBORAH HENRIKSSON
NEAR AND FAR
DHP/Bongo Boy 2017

Nata negli Stati Uniti, ma residente in Svezia, Deborah ha alle spalle una carriera significativa in ambito folk, iniziata nel 2007 con Simple Gifts, seguito due anni dopo dal natalizio Simply Christmas, nel 2012 da The Heart’s Cry e nel 2014 da Traces. In questi due dischi, come nel recente Near And Far, è stata affiancata dal compositore e polistrumentista Mats Nyman, piuttosto conosciuto in Svezia sia in ambito pop-rock che dance, oltreché come compositore di colonne sonore. Inciso nello Soundism Studio di Vasteras con la partecipazione di Bengt Andersson alla chitarra (Mats suona tutti gli altri strumenti), l’album prosegue sulla strada tracciata dai precedenti, cercando di mischiare folk americano con influenze celtiche e di world music, ispirandosi ad artiste come Enya, Loreena McKennitt, Celtic Woman, Clannad e le classiche Joni Mitchell e Judy Collins. Musica eterea, d’atmosfera, vicina alla New Age, a tratti un po’ piatta e monocorde, come la voce pulita e limpida di Deborah, fragile e vulnerabile. Una voce e una musica che si affiancano logicamente alle immagini della copertina e del retro (spiaggia battuta dal vento e mare mosso). Deborah ha suonato più volte in Usa, Svezia, Irlanda, Gran Bretagna e Austria, ottenendo discreti riscontri radiofonici e la nomination per un Grammy. Le tracce migliori di Near And Far sono le prime quattro: la scorrevole e misteriosa Face Your Fears, la ballata celtica Breakers’ Roar, la bluesata In Time con una chitarra country e la morbida e ipnotica Thru The Leaves si fanno preferire per una certa varietà di temi e di sonorità, mentre nel prosieguo subentra un fondo di monotonia che incide sul giudizio finale.

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