AJAY MATHUR – Little Boat

AJAY MATHUR - Little boat[706]

AJAY MATHUR – Little Boat (Yakketyyak Records/Hemifran 2018)

Curioso personaggio questo chitarrista nativo della lontana India, trapiantato in Svizzera e dedito alla produzione di una musica lontana anni luce dal suo paese natale quanto da quello adottivo.

Appassionato di musica americana ma con un rimando abbastanza vistoso anche ai Beatles, complice l’uso del sitar, strumento tipico del suo paese d’origine, Mathur è essenzialmente un chitarrista in bilico tra un pop aggraziato e godibile e riff di chitarra robusti che non nascondono il suo approccio zeppeliniano alla musica.

Al suo attivo ha ormai alcuni dischi e con quello che precede questo Little Boat, l’indiano si è persino guadagnato una nomination ai Grammy Awards del 2016.

Il nuovo disco, dalla grafica tutt’altro che appetitosa, è stato registrato e prodotto nella Confederazione Elvetica, con l’aiuto di musicisti del luogo, forse non particolarmente adatti – al di là della bravura – a conferire un po’ d’anima al disco… d’altronde si è sempre parlato di precisione svizzera, ma alla precisione non sempre corrisponde il sentimento.

Il disco è buono, per carità, forse un po’ indeciso sulla direzione da seguire: Ordinary Memory col sitar di Thomas Niggli è l’esempio calzante di quanto si diceva poc’anzi riguardo all’influenza harrisonaiana, se non proprio beatlesiana; My Wallet Is A House Of Cards invece è un robusto brano elettrico con chitarra arrabbiata, Who’s Sorry Now è forse il contributo in cui il rimando al paese natale di Mathur si fa più evidente grazie all’uso di strumenti come tabla, oud e sarangy, stavolta suonati da connazionali del titolare. All Your Thoughts è invece un country blues in cui armonica, pedal steel e slide sono gli strumenti principali. In Time For Deliverance viene giocata ila carta del soul blues con tanto di sax e cori, ma nel disco c’è ovviamente molto altro.

Godibile e curioso, non indispensabile.

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