GIACOMO LARICCIA – Ricostruire

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GIACOMO LARICCIA
RICOSTRUIRE
Lariccia Autopodotto 2017

Di Giacomo Lariccia abbiamo in passato parlato in concomitanza con alcuni Premi Tenco dei suoi precedenti lavori, gli ottimi Colpi di sole del 2012 e Sempre avanti del 2014, album importanti e densi di eccellenti canzoni dal solido impegno e tratte da vicende vere o storiche come L’attendente Cancione in bicicletta imperniato su un fatto susseguente l’8 settembre, o Sant’ecc’homo, vicenda particolare accaduta in un piccolo paese, o Roma occupata che narra gli ultimi momenti di una delle vittime delle Fosse Ardeatine. O ancora Dallo zolfo al carbone, La miniera, Sessanta sacchi di carbone e Sotto terra, tutte e quattro sulla storia degli emigranti siculi, e non, in quel delle miniere belghe, una più coinvolgente e suggestiva dell’altra.

Ventitre bellissimi brani in questi suoi due primi album per Giacomo Lariccia che da anni vive a Bruxelles e ogni tanto torna per qualche breve periodo qua da noi. Ecco tenete a mente di informarvi su di lui poiché quando ricapita sarebbe decisamente il caso di andare ad assistere ad un suo concerto. Adesso con questo suo terzo lavoro, Ricostruire,ci regala un cd di ampie prospettive, aperto, più sereno, sicuramente intriso di giusto e doveroso ottimismo che dato ciò che oggi ci circonda è forse realmente quello di cui tutti abbiamo bisogno. Altre undici ottime canzoni riflessive ma nel contempo solari e quasi raggianti. Un lavoro che ci consegna un lato dell’artista che già conoscevamo, e che se non vuol certo essere buonista è in questo contesto decisamente realista e, diremmo ottimista. Pregno di una generale calma interiore questo nuovo lavoro non disdegna il suo lato impegnato come solito è fare e Celeste si erge tra le sue composizioni più belle e intense di sempre.

Lariccia suona le chitarre acustiche ed elettriche mentre Marco Locurcio è impegnato al basso, chitarra elettrica, synth, organo, violoncello, violino e tromba. Alla batteria e percussioni Fabio Locurcio mentre Alessandro Gwis al piano, Nicolas Kummert al sax e Jennifer Scavuzzo come back vocals chiudono il cerchio delle collaborazioni. Prodotto e arrangiato da Lariccia stesso assieme a Marco Locurcio l’album ha tutti i testi e le musiche composti da lui medesimo e chiudendo la recensione con un ultimo piacevolissimo ascolto dell’album non possiamo non citare la soave bellezza anche della title track Ricostruire e specialmente della splendida Quanta strada o ancora della leggiadria della pianistica Amori e variabili. Un album vivamente consigliato a tutti, anche agli amici esterofili, Giacomo vive appunto all’estero, e per ulteriori approfondimenti andate su www.giacomolariccia.com.

La particolare copertina è tratta da un dipinto di Micael Schepens.

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