SCOTT BRICKLIN – Lost ‘Til Dawn

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SCOTT BRICKLIN
Lost ‘Til Dawn
Blue Rose 2015 Distr. IRD

Il bassista Scott Bricklin faceva o fa ancora parte di un supergruppo statunitense chiamato US RAILS, buona band transitata anche dalle nostre parti, a novembre erano al Giardino di Lugagnano-Verona, ed orientata su un deciso rock urbano con venature funky-soul, forieri di un paio di album che crearono certa curiosità. Anche Scott Bricklin si trova adesso con un paio di album accreditati a suo nome, il precedente, omonimo, era uscito circa cinque anni fa mentre adesso abbiamo tra le mani questa sua seconda prova dal titolo Lost ‘til Dawn . Album decisamente non male caratterizzato anch’esso da ballate urbane, momenti più rock tanto per capirci alla Willie Nile o al primo Murray McLauchlan ed altri più leggeri quasi orientati verso pop/rock d’autore ma di grande impatto e ritmo. Il tipo viene da Philadelphia e pare si sia stanziato da tempo in quel di Parigi, in questo mi ricorda il buon Elliott Murphy, e a pensarci il brano che da il titolo al cd Lost ‘til Dawn risente notevolmente dello stile del biondo Elliott. In alcuni frangenti certe sonorità possono anche ricordare gli Stones più intransigenti e se ci fosse una bella sezione fiati non esiteremmo a scomodare anche Southside Johnny. Tre i musicisti che suonano con lui, Felix Beguin con chitarre, piano, organo e tastiere; Jeremy Norris che percuote pelli e percussioni mentre Matt Muir, già facente parte degli US RAILS aggiunge in veste di ospite in Maybe Less Than Before la sua batteria. Bricklin suona oltre al basso anche chitarre, mandolino, banjo, pisano, organo, tastiere, batteria e percussioni !! Segnaleremmo tra le dodici canzoni che compongono il cd la gradevolissima ballata acustica Let me Go che come le altre è composta da Bricklin mentre solo un brano, l’ottima byrdsiana o tompettyana che dir si voglia Make a Lotta Love è scritta a quattro mani con Felix Beguin. Molto bella anche la ballata I Would che potrebbe stare a metà strada tra Wilco e Steve Wynn. Un buonissimo e piacevole disco di cantautorato americano di un artista che ha ormai girato in lungo ed in largo vantando anche collaborazioni prestigiose con artisti di fama e culto come Graham Parker e Sir Paul McCartney. Decisamente un disco da sentire e che avvince spassionatamente. Prettamente urbana la copertina.

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