NANDHA BLUES – Nandha Strikes Again

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NANDHA BLUES
NANDHA STRIKES AGAIN
Meatbeat 2019

Il percorso musicale di Max Arrigo è sempre stato caratterizzato dalla passione per il rock-blues degli anni settanta e del southern rock, a partire dalla prima esperienza “seria” con i Voodoo Lake che ha prodotto due dischi di impronta sudista di buon livello. In seguito Max ha voluto approfondire l’idea di un power trio, ispirato dai grandi esempi del passato più o meno recente (Cream, Blue Cheer, Jimi Hendrix Experience, Gov’t Mule), dapprima con i Shangai Noodle Factory dopo il suo trasferimento da Torino ad Aosta e poi con la Nandha Blues Band che ha esordito nel 2013 con Black Straberry Mama, un album promettente distribuito anche in Usa dalla Grooveyard Records. Ma la vita per un rocker in Italia non è facile (oggi non solo in Italia a dire il vero…), per cui sono passati sei anni prima dell’uscita del secondo disco del trio. Nel frattempo ci sono stati concerti in Italia e all’estero, si sono rafforzati legami di amicizia con musicisti tedeschi e americani ed è cambiata la sezione ritmica con il ritorno alla batteria di Roberto Tassone (già membro dei Shangai Noodle Factory) e l’inserimento del solido basso di Alberto Fiorentino. Cinque anni sono probabilmente serviti anche ad affinare le capacità compositive di Max, autore o coautore di tutti i nove brani, nonché quelle vocali, mentre sulle doti chitarristiche non ci sono mai stati dubbi. Nandha Strikes Back è più compatto e consistente rispetto all’esordio, un disco di rock-blues con influenze southern che richiama i migliori esempi del genere dai Free ai Black Crowes, ma ha una sua personalità e scorre veloce, lasciando immaginare sviluppi ancora più interessanti dal vivo.

L’aspra partenza alla Gov’t Mule di 749 Blues in cui la slide di Arrigo, aiutato alla voce dal bluesman americano Big Papa Binns (uno che ha suonato per anni con CeDell Davis), sembra provenire dal fondo del Mississippi è seguita dalla dura e cadenzata Last Note e dalla serrata What You Got, southern rock con backing vocals femminili in cui si inserisce brillantemente il sax di Enrico Benvenuti, prima di un robusto finale chitarristico. Bring Me Some Water, ammantata da venature gospel, ha un’intro di slide, un andamento che richiama i migliori Free e un pregevole assolo dell’ospite Joe Pitts, chitarrista dell’Arkansas, mentre Something Left Behind è una ballata che cresce nell’arrembante finale strumentale. Il disco si ammorbidisce un pochino con la bluesata Cajun Lady e con l’acustica Busted, nella quale spicca il dobro di Mark Johnson dei Delta Moon, ma nel finale si torna ad un suono torrido con I’d Rather Walk With The Devil, che sembra ispirata da Crossroads, con azzeccati cambi di ritmo e la partecipazione della chitarra di Eric Saylors (Steepwater Band) e The Mouth Of The Lion, composta con Mike Cullison, che si chiude con una jam strumentale alla quale partecipano gli ex Voodoo Lake Maurizio Spandre (tastiere) e Simone Ubezio (chitarra).

Nandha Strikes Band, realizzato con l’aiuto di una riuscita campagna di crowfunding su Kickstarter e completato da una sfavillante copertina psichedelica di Peter Nogas, conferma la crescita di Arrigo come autore e musicista, coadiuvato da una sezione ritmica solida e affidabile.

https://youtu.be/35GjPAzZ2hw

https://youtu.be/WnTvRTAXJxg

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