MIRIAM FORESTI – A Soul With No Footprint

Miriam Foresti A Soul

Con impronta molto californiana inizia questo A Soul with no Footprint di Miriam Foresti, cava e cesellata la copertina, che di primo acchito porta la mente agli anni settanta quando musiciste come Joni Mitchell, Laura Nyro, Janis Ian, per citarne solo alcune, ponevano le basi per un cantautorato femminile che sarebbe durato a futura memoria. In questo caso alla eccellenza della voce della Foresti fanno da supporto gli strumenti implacabilmente avvincenti dei musicisti che la supportano. La recensione, è una gentile anteprima che ci ha concesso di fare la casa discografica per il disco che vedrà la luce a fine novembre. La voce dell’artista colpisce immediatamente al primo ascolto e lavora con perizia a bravura alacremente su tappeti sonori jazz di ottimo livello. La tematica del lavoro sarebbe un concept, come accennato, in delicata e piacevole forma jazzata, che avvolgerebbe la figura del mai dimenticato artista inglese Nick Drake, che mi auguro e credo molti conoscano, io ne ho i dischi da anni. La Foresti si cala in una parte indubbiamente difficile e impegnativa ma decisamente affascinante ed in questo suo lavoro fa le veci della madre del musicista scomparso, purtroppo giovanissimo, e ne racconta in voce e musica. Un racconto quindi in parole e note musicali dai toni coinvolgenti e suadenti che non possono non avvincere qualsiasi ascoltatore sia esso appassionato o non amante particolarmente della forma jazz, sia che esso conosca Nick Drake o che non lo abbia mai sentito nominare; un modo in questo caso per avvicinarcisi e restarne affascinati tanto questo Soul with no Footprint ha le forme e movenze di uno degli album più interessanti che ci sia stato dato modo di ascoltare in questi tempi così disadorni e squinternati, tempi che fanno diretta proporzionalità con i turbamenti del giovane Nick. Grande lavoro di solidissimo spessore.
Time Pieces intenso pianistico soft dark folk post rock avviluppa l’ascoltatore sin dalla prima nota e la simbiosi tra la superba voce della Foresti e l’atmosfera che gli strumenti creano è decisamente magica e spiace solo che l’ascolto dell’album avvenga tra varie difficoltà da ben due link che non aiutano molto, comunque la pervicacia di chi si è preso l’onere di scrivere su questo splendido album è ineluttabile e porta ad ascoltarlo lo stesso tutto, e l’ascolto totale di questo brillante disco ripaga dalle difficoltà per farlo. Fortunatamente col secondo link gentilmente inviatomi le cose sono andate per il meglio. Three Hours continua in maniera più forte ed erculea il racconto e Northern Sky, brano numero tre esalta ancor più la bellezza della voce che si attorciglia impervia intorno a sapide note di basso. Way to Blue metallica quanto basta colpisce come un ascia e ne ingentiliscono i toni suadenti note di piano, inutile ribadire la sensualità della voce che regna incontrastata, passaggi dolci e delicati che rasserenano e arrotondano gli spigoli. Bellissima; nel finale il basso da letteralmente il bianco come usiamo dire noi qua in Liguria. No Footprints è il quinto pezzo che si insinua subitaneamente come carta vetrata virando poi su voluttuose forme che sembrano liquefarsi in modo periglioso ed eccitante, pezzo strumentale in forma acquea di notevole spessore e classe. Energica e penetrante nel suo incedere Poor Mum che porta alla solare I Know a Place densa di schiumose e vaporose note ondeggianti. Su versanti acuti stile punk new wave la voce in Black Eyed Dog che varia e cambia fantasticamente di brano in brano in relazione alla musicalità che vi è connessa; qui solidamente rugosa. Vorrei lasciare al fruitore ed eventuale compratore dell’album la sorpresa degli ultimi brani. Un disco che ci permettiamo di consigliare e sul quale spenderemmo i nostri soldi e le nostre scommesse. Ben vengano nel panorama nostrano opere di siffatta fattura e livello. E anche coloro che amanti di esterofilia musicale spesso e volentieri rifuggono gli album nostrani abbiano l’ardire e il coraggio di avvicinarsi a questo lavoro decisamente internazionale.
Per la cantautrice romana, ma aquilana d’adozione questo è il suo secondo album preceduto da Il giardino segreto uscito a dicembre del 2018.

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