ANTONIO AGNELLO – Vecchia Biro

ANTONIO AGNELLO Vecchia Biro[325]

ANTONIO AGNELLO
Vecchia Biro
Isola Tobia Label 2017

Iniziano a fioccare in redazione, anche se quest’anno in misura minore rispetto al passato, cd che ambiscono di esser sentiti per l’imminente Premio Tenco. Premio Tenco che anch’esso sta pian piano improrogabilmente modificandosi in varie componenti.

Estrapoliamo da questo nucleo di arrivi sicuramente il più singolare. Vecchia Biro il suo titolo, e già ci riporta tutti a casa, verso certo passato che appunto una penna biro non può non evocare. Il tipo è tal Antonio Agnello che oltre a scriversi testi e musiche si produce anche il tutto. Un cantautore vecchia maniera One Self Man ! E questo incuriosisce non poco. Nel suo lavoro ove oltre a cantare suona vari tipi di chitarre, il kazoo, ricordate il Bennato dei tempi d’oro? e il mandolino, è coadiuvato da vari musicisti nella misura di otto maschi e due gentili fanciulle. La copertina è un disegno anche questo caro ai tempi andati, un fumetto che potrebbe stare tra cose che venivano stampate nei settanta ovvero certe copertine tra Baglioni, Cocciante e Stefano Rosso.

Ma voi direte, parafrasando la bravissima Marian Trapassi. Si va bene ma la musica?
Pur non avendo in accompagnamento al cd ricevuto note di presentazione alcune non si fa fatica a collocare l’artista nella zona di provenienza siciliana e a notarne immediatamente una buona e dileggiante dose di ironia molto incisiva. Contrasti evidenzia nella sua penetrante semplicità un paragone tra diversi parametri di valutazione sia delle cose che della vita. Ironia e amaro sarcasmo caratterizzano Fumare Uccide mentre le radici solide della propria identità sono il tema portante della beffarda MediterrOnei. Parimenti Mestieri in estinzione cavalca mirabilmente pieghe del tempo che chiudendosi su se stesse le allontanano sempre maggiormente dall’attuale presente. Probabilmente tinte di colori autobiografici i piacevolissimi quadretti di Chitarra Ironica e Infiniti Petali. Dipinto Rosso con note musicali di leggiadra memoria forse il momento più debole dell’album pur pregno di certa suggestiva musicalità mentre uno scherzo leggero invece Quartiere Miao tra fumetto e varietà anni sessanta. Conclude L’Immagine dei Tempi/Vecchia Biro tra tempo che scorre e giuste considerazioni rivestite di minimali ed essenziali note musicali.
Cd uscito per la Label Isola Tobia ci ha attratti ed affascinati in un lampo.

Ultima nota, ma non meno interessante delle altre da far rilevare, è che i testi sono pagina per pagina scritti a bella calligrafia su fogli di quaderno a righe, con vari piccoli colorati disegni, che ci riportano ancora una volta a certo passato della nostra infanzia quando smartphone, computer, telefonini, highphone e altre diavolerie simili non esistevano e bastava appunto un libo, una biro e un foglio di carta per andare avanti e imparare a capire il mondo. Bell’album che ci riporta a certo semplice cantautorato che ci ha accompagnati nel crescere.

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