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	<title>Late For The Sky &#187; Vasko Atanasovski Adrabesa Quartet</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>VASKO ATANASOVSKI ADRABESA QUARTET &#8211; Phoenix</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2021 18:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Crazy Carnevale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Vasko Atanasovski Adrabesa Quartet]]></category>

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VASKO ATANASOVSKI ADRABESA QUARTET
Phoenix
(Moonjune Records 2020)
Sullo scoccare di fine anno la Moonjune Records non si è di certo risparmiata e insieme ad altre interessanti pubblicazioni di cui ci siamo già occupati più o meno diffusamente, ha dato alle stampe questo bel prodotto di matrice balcanica accreditato al sassofonista sloveno Vasko Atanasovski.
L’area blacanica è sempre stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lateforthesky.org/2021/02/07/vasko-atanasovski-adrabesa-quartet-phoenix/vasko-phoenix-400x_center_center/" rel="attachment wp-att-6575"><img src="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2021/02/Vasko-Phoenix-400x_center_center-300x30.jpg" alt="Vasko Phoenix-400x_center_center" title="Vasko Phoenix-400x_center_center" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-6575" /></a></p>
<p>VASKO ATANASOVSKI ADRABESA QUARTET<br />
Phoenix<br />
(Moonjune Records 2020)</p>
<p>Sullo scoccare di fine anno la Moonjune Records non si è di certo risparmiata e insieme ad altre interessanti pubblicazioni di cui ci siamo già occupati più o meno diffusamente, ha dato alle stampe questo bel prodotto di matrice balcanica accreditato al sassofonista sloveno Vasko Atanasovski.<br />
L’area blacanica è sempre stata una delle più prese in considerazione dall’etichetta newyorchese, insieme a Spagna e Indonesia, e nel corso degli anni abbiamo avuto modo di ascoltare cose interessanti e originali.<br />
Fedele alla visione globale e internazionalista della Moonjune, Atanasovski ha messo insieme un quartetto che oltre a lui include il fisarmonicista italiano Simone Zanchini (con un curriculum da paura che va dall’orchestra della Scala a Bill Evans, passando per Javier Girotto e Fresu), il batterista e percussionista polacco Bodek Janke e la tuba del francese Michel Godard (già con Sclavis e Rava): il risultato è riuscitissimo e degno di nota, Phoenix è un disco pieno di invenzioni che dà il giusto spazio a ciascun elemento. Va da sé che la matrice dominante è quella della musica tipica dell’area dei Balcani; il disco, inciso sul finire del 2019 si compone di nove tracce (in cui è ospite aggiunto il figlio del titolare alle percussioni) che lasciano parecchio spazio alla fantasia dell’ascoltatore e al virtuosismo dei musicisti. Ascoltando le composizioni (tutte di Atanasovski, tranne la jam finale nata da un’improvvisazione collettiva) non si può non pensare a certe atmosfere rese celebri dalle colonne sonore concepite da Bregovic per i film di Kusturica, ma perché no anche a certi lavori di Rota per Fellini, in certi momenti della lunga Liberation ad esempio, composizione di respiro largo e arioso.<br />
Nella musica di Atanasovski e soci emergono i momenti corali, ma non manca lo spazio per i singoli momenti di gloria, nel suddetto brano che considerata la struttura ben si adatta alla bisogna: il leader si destreggia indistintamente sia al sax alto e soprano che al flauto, il lavoro di Zanchini è poi irrinunciabile e non c’è da stupirsi se sia considerato uno dei maestri assoluti nel suo strumento.<br />
Dalle atmosfere orientali di Thornica all’incedere di Epic Concert, alle riuscite Yellow Sky e The Partisan Song il disco non mostra mai momenti di stanca.</p>
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