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	<title>Late For The Sky &#187; Robbie Fulcks</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>ROBBIE FULCKS &#8211; Upland Stories</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 21:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ronald Stancanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Robbie Fulcks]]></category>

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Robbie Fulks
Upland Stories
Bloodshot Records  distrib da Ird 2016 Esce 1 aprile 2016
Etichettato negli Usa come artista Alternative country  questo poco noto da noi  Robbie Fulks ci fa più pensare a sonorità e dischi molto legati al country folk degli anni settanta  notevolmente orientati sul versante James Taylor prima maniera.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2016/03/robbie-fulks-257008.jpg"><img src="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2016/03/robbie-fulks-257008-300x300.jpg" alt="robbie fulks [257008]" title="robbie fulks [257008]" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-4306" /></a></p>
<p>Robbie Fulks<br />
Upland Stories<br />
Bloodshot Records  distrib da Ird 2016 Esce 1 aprile 2016</p>
<p>Etichettato negli Usa come artista Alternative country  questo poco noto da noi  Robbie Fulks ci fa più pensare a sonorità e dischi molto legati al country folk degli anni settanta  notevolmente orientati sul versante James Taylor prima maniera.<br />
Questa è la prima impressione che si ricava ascoltando Upland Stories album in uscita  il primo aprile anche su vinile.</p>
<p>Leggermente monocorde e senza picchi che alzino immediatamente l’attenzione resta per un buon nucleo di brani iniziali ancorato allo stile come detto di Taylor, le loro stesse voci si assomigliano, poi si denota qualche apertura verso sonorità più accattivanti che fanno volgere il pensiero e lo sguardo riguardo qualcosa di più profondo che rimarca echi di Woody Guthrie o Steve Goodman. Quindi un disco, che necessita peraltro di ripetuti ascolti per essere più facilmente assimilato rispetto all’ascolto iniziale che può far restare dubbioso l‘ascoltatore. Dall’incedere accattivante la piacevole ballata Never Come Home mentre in America is a Hearded Religion si ispira totalmente allo stile di John Hartford, artista prematuramente scomparso ed autore tra l’altro di Mark Twang album capolavoro del 1976 insignito del Grammy come disco etnico folk di quell’anno. Piacevole, molto piacevole anche la soave Sweet as Sweet Comes mentre Katy Kay va di buon passo con la musica degli Appalacchi. Abbiamo press copia per recensione senza dati e non avendo trovato nulla in rete che anticipi questo disco, neanche sul sito della Bloodshortrecords, possiamo solo supporre, dall’impressione che ci hanno dato i vari ascolti che l’artista sia da solo, come supponiamo che i brani siano tutti a sua firma.</p>
<p>Nato in Pensylvania nel 1963, ha imparato a suonare la chitarra dal padre e ispirato, appunto,  da John Hartford ed Earl Scruggs ha poi imparato anche a suonare il banjo  girando poi per molto tempo nel sud Pensylvania e piazzandosi volta in volta in varie piccole cittadine. E’ autore di ben dodici album, escluso questo adesso in uscita, e ha  licenziato il suo primo lavoro nel 1996 con il titolo Country Love Songs mentre per questa sua tredicesima uscita  diremmo, che se volessimo equiparare questo cd ad un campionato di calcio, lo stesso si piazzerebbe in un ipotetico  centro classifica sopra la zona retrocessione con discrete  possibilità di risalirla progressivamente ai successivi ascolti, infatti il primo pezzo,  Alabama at Night che inizialmente propendeva verso una certa statica musicale, si rivela essere adesso canzone decisamente piacevole. </p>
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