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	<title>Late For The Sky &#187; Neilson Hubbard</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>NEILSON HUBBARD – Cumberland</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2018 22:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Crazy Carnevale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Neilson Hubbard]]></category>

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NEILSON HUBBARD – Cumberland Island (Appaloosa/IRD 2018) 
È ormai un dato di fatto, i component del trio Orphan Brigade ha ampiamente trovato casa sotto l’egida dell’Appaloosa Records: due dischi di studio, uno dal vivo, per non dire dei dischi solisti dei componenti del gruppo, il tutto nel giro di due anni o poco più.
Se il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2018/12/neilson-hubbard-cumberland-island1039.jpg"><img src="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2018/12/neilson-hubbard-cumberland-island1039-300x300.jpg" alt="neilson-hubbard-cumberland-island[1039]" title="neilson-hubbard-cumberland-island[1039]" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-5720" /></a></p>
<p>NEILSON HUBBARD – Cumberland Island (Appaloosa/IRD 2018) </p>
<p>È ormai un dato di fatto, i component del trio Orphan Brigade ha ampiamente trovato casa sotto l’egida dell’Appaloosa Records: due dischi di studio, uno dal vivo, per non dire dei dischi solisti dei componenti del gruppo, il tutto nel giro di due anni o poco più.</p>
<p>Se il valore del trio è indiscutibile (ed il recente disco dal vivo registrato a Osimo ne è la prova), forse la carne sul fuoco comincia ad essere un po’ troppa.</p>
<p>Personalmente avevo cominciato ad averne il sentore col disco di Ben Glover uscito la scorsa primavera, e questo solo album di Hubbard me lo conferma.</p>
<p>Nulla da dire riguardo all’accurata produzione (in regia ci sono proprio Hubbard e Glover), i suoni sono belli, ma il fatto che i due in questo sono eccellenti era cosa assodata. L’impressione è piuttosto che le canzoni suonino un po’ tutte simili e qualunque. Le voci funzionano bene quando la brigata degli orfani lavora di concerto, ma in solitudine il risultato è un po’ debole, e se Glover nel suo disco aveva ovviato impiegando qualche voce di supporto, qui la carenza pare più tangibile.</p>
<p>È un peccato, perché i momenti validi non mancano, il refrain di Save You ad esempio, però lo stesso tema che ha ispirato il disco è un po’ carente. Viene in mente lo Springsteen tutto miele e zucchero di Tunnel Of Love (difatti lo spunto per il disco arriva dal viaggio di nozze intrapreso da Hubbard e signora in quel di Cumberland Island): il disco è drammaticamente lento e sonnacchioso, peccato, perché la stoffa si sa, c’è. Ma dopo il secondo ascolto (uno è troppo poco), la necessità di levarlo dal lettore diventa impellente. Sorry.</p>
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