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	<title>Late For The Sky &#187; Mandolin&#8217; Brothers</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>MANDOLIN&#8217; BROTHERS &#8211; Restless</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Baiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
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MANDOLIN’ BROTHERS
RESTLESS
Ultra Sound Records	2026
Chissà se Jimmy Ragazzon (voce e armonica) e Paolo Canevari (chitarra elettrica e slide), quando hanno iniziato come duo country-blues acustico supportando la Treves Blues Band nel settembre del ’79 avrebbero mai immaginato di essere ancora insieme a guidare il sestetto dei Mandolin’ Brothers, forse la migliore band di roots-rock italiana. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lateforthesky.org/2026/10/20/mandolin-brothers-restless/mb/" rel="attachment wp-att-8427"><img src="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2026/10/mb-292x300.jpg" alt="mb" title="mb" width="292" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-8427" /></a></p>
<p>MANDOLIN’ BROTHERS<br />
RESTLESS<br />
Ultra Sound Records	2026</p>
<p>Chissà se Jimmy Ragazzon (voce e armonica) e Paolo Canevari (chitarra elettrica e slide), quando hanno iniziato come duo country-blues acustico supportando la Treves Blues Band nel settembre del ’79 avrebbero mai immaginato di essere ancora insieme a guidare il sestetto dei Mandolin’ Brothers, forse la migliore band di roots-rock italiana. La prima versione elettrica è datata 1981, ma per l’esordio discografico, dopo innumerevoli difficoltà, esperienze e cambi di formazione hanno dovuto aspettare il 2001, quando è uscito For Real. Da allora ne hanno pubblicati altri cinque fino a ‘6’ datato 2019 e prodotto da Jono Manson. Ci sono voluti altre sette anni per poter ascoltare Restless, registrato con l’aiuto di un riuscito crowfunding che ha confermato l’affetto di uno zoccolo duro di appassionati. Da più di 15 anni la formazione si è stabilizzata con la sezione ritmica formata da Joe Barreca (basso) e Daniele Negro (batteria) ai quali si sono aggiunti i polistrumentisti Marco Rovino (chitarra e mandolino) e Riccardo Maccabruni (voce, piano, Hammond e fisarmonica). Restless conferma le qualità della formazione vogherese, dei veri artigiani indipendenti che hanno raggiunto una capacità notevole in ogni fase, dalla scrittura all’interpretazione, dal suono agli arrangiamenti. Registrato allo studio Casemate di Pontecurone (AL) con la coproduzione di Marco Alberto Matti, è l’album più maturo, elettrico e tosto del loro percorso, evidenziando i contributi essenziali di ognuno dei componenti, un lavoro di gruppo che non ha punti deboli. Al roots-rock vigoroso di This Weight è affidata l’energica apertura, impreziosito dal break strumentale di armonica e chitarra, seguito dalla bluesata title track, interpretata con tonalità più oscure da Jimmy e dalla deliziosa ballata Last Call, affidata alla voce morbida di Maccabruni, coautore del brano con Canevari. L’unica cover è piazzata nel centro del disco: non si tratta di un brano qualunque ma di un capolavoro del maestro Dylan nascosto a lungo (scritto nell’83 e pubblicato solo nel ’91), Blind Willie McTell che i Mandolin’ interpretano senza timore con un notevole arrangiamento strumentale. Si prosegue con Searching (for Gaza) che si distingue non solo musicalmente, ma anche per il drammatico messaggio del testo, con la ballata Near You rinvigorita da Hammond e chitarra elettrica e con Nothing Special tra Little Feat e Stones, in cui si inseriscono il piano dell’ospite Nicolò Moschera e la slide, per chiudere con la brillante Upon My Soul dove viene lasciato spazio agli intrecci tra le chitarre di Rovino e Canevari che si inseguono allegramente.<br />
Non c’è nulla di superfluo in questo album, otto tracce per 37’ di roots-rock esemplare. </p>
<p>Paolo Baiotti</p>
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		<title>MANDOLIN&#8217; BROTHERS &#8211; Far Out</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 22:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Baiotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mandolin' Brothers]]></category>

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MANDOLIN’ BROTHERS
FAR OUT
2013    Ultra Sound Records    
 
Ho riascoltato For Real, esordio dei Mandolin’ Brothers, prima di Far Out e mi sono reso conto dei progressi di quella che ormai si può definire la migliore band texana casualmente proveniente dalla provincia pavese. La storia dei Mandolin è ultratrentennale: Jimmy Ragazzon (voce, armonica e chitarra acustica) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2014/02/Mandolin.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3285" title="Mandolin" src="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2014/02/Mandolin-300x266.jpg" alt="Mandolin" width="300" height="266" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>MANDOLIN’ BROTHERS</strong></p>
<p><strong>FAR OUT</strong></p>
<p><strong>2013    Ultra Sound Records    </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ho riascoltato For Real, esordio dei Mandolin’ Brothers, prima di Far Out e mi sono reso conto dei progressi di quella che ormai si può definire la migliore band texana casualmente proveniente dalla provincia pavese. La storia dei Mandolin è ultratrentennale: Jimmy Ragazzon (voce, armonica e chitarra acustica) e Paolo Canevari (chitarra elettrica e slide) esordiscono come duo acustico nel ’79. Due anni dopo nasce la prima formazione elettrica e solo nel duemila pubblicano For Real, dopo numerosi cambi nell’organico e uno spostamento graduale dal blues al roots rock. La loro produzione discografica è parca: Still Gor Dreams del ’08 è un buon disco di americana nel quale si inseriscono alla perfezione le tastiere di Riccardo Maccabruni, nuovo acquisto insieme al basso di Joe Barreca che completa la sezione ritmica con lo storico batterista Daniele Negro. Due anni dopo realizzano il sogno americano registrando in studio ad Austin con Merel Bregante, Sarah Pierce e Cindy Cashdollar e suonando nei club del sud con ottimi riscontri. Il risultato è Moon Road, un doppio che comprende un mini album con sei tracce e un dvd con le immagini del tour e delle registrazioni. Le celebrazioni continuano con 30 Lives!, eccellente disco registrato dal vivo nello storico locale pavese Spazio Musica con alcune covers che riassumono le influenze del gruppo (Little Feat, Ry Cooder, Steve Earle, il blues, David Crosby). Ma ora con Far Out mi sembra che i Mandolin’ abbiano cambiato marcia. Finanziato anche da uno zoccolo duro di appassionati con un riuscito crowdfunding e registrato negli studi Ultra Sound e Raw Wine nel pavese, mixato e prodotto da Jono Manson con il quale hanno condiviso il palco più volte in passato, il disco ha un suono, una forza e una compattezza sorprendenti, degne delle migliori produzioni di americana. La ritmata <strong>Freak Out Train</strong> apre il dischetto sulle tracce di John Fogerty e Bruce Springsteen, giovandosi dell’amalgama tra la slide di Canevari e il piano barrelhouse di Maccabruni. Il coinvolgimento di tre autori e cantanti (Ragazzon, Maccabruni e il nuovo acquisto Rovino) contribuisce alla varietà della scrittura e delle atmosfere. <strong>Come On Linda,</strong> scritta e cantata da Ragazzon e Rovino, ha un andamento trascinante e una melodia che conquista, mentre la pianistica <strong>Someone Else</strong> di Maccabruni non mi convince vocalmente, ma è arricchita da una chitarra incisiva. Nella melanconica ballata <strong>Circus</strong> spicca la Weissenborn guitar di Cindy Cashdollar, ospite del disco unitamente a John Popper, riconoscibile all’istante con la sua armonica nella trascinante <strong>Sorry If</strong>. Non mancano un paio di tracce blues, l’aspra <strong>Ask The Devil</strong> e l’essenziale <strong>Bad Liver Blues</strong> con l’armonica di Ragazzon in primo piano. Ogni brano è degno di menzione, dall’evocativa <strong>Nightmare In Alamo</strong> al fluido country rock <strong>Lotus Eaters</strong>, dall’intensa <strong>Short Long Story</strong> all’atto di accusa di <strong>Black Oil</strong> che ospita la voce di Ed Abbiati dei Lowlands. Il disco è chiuso dalla ballata <strong>My Last Day</strong> e da <strong>Hey Senorita</strong>, delizioso quadretto tra New Orleans e Messico, conferma delle molteplici influenze del gruppo e delle capacità non indifferenti di esprimersi in stili diversi, ma complementari. Il cd è reperibile sul sito <a href="http://www.ultrasoundrecords.it/">www.ultrasoundrecords.it</a>.</p>
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