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	<title>Late For The Sky &#187; Little Pink</title>
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		<title>MARY BATTIATA &amp; LITTLE PINK &#8211; The Heart, Regardless</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2018 20:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Baiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
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MARY BATTIATA &#038; LITTLE PINK
THE HEART, REGARDLESS
Mary Battiata	2017
Mary Battiata è l’ennesima voce femminile che cerca di emergere in ambito country, un settore nel quale gli Stati Uniti continuano a produrre nuove cantanti degne di nota. Originaria di Arlington, Virginia, ha già aperto per Alejandro Escovedo, Sam Baker, Jim Lauderdale e Neko Caso, mettendo in mostra [...]]]></description>
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<p>MARY BATTIATA &#038; LITTLE PINK<br />
THE HEART, REGARDLESS<br />
Mary Battiata	2017</p>
<p>Mary Battiata è l’ennesima voce femminile che cerca di emergere in ambito country, un settore nel quale gli Stati Uniti continuano a produrre nuove cantanti degne di nota. Originaria di Arlington, Virginia, ha già aperto per Alejandro Escovedo, Sam Baker, Jim Lauderdale e Neko Caso, mettendo in mostra il suo alternative-country legato alla tradizione più genuina, con influenze twangy, folk, bluegrass e pop. The Heart, Regardless è il suo terzo album di brani originali, dopo l’esordio del 2001 seguito da un Ep dal vivo e da Gladly Would We Anchor (pubblicato nel 2008 dalla Nightworld), un disco nel quale la sua voce è stata paragonata da alcuni critici a Rosanne Cash e Lucinda Williams. Inciso a Baltimora negli Invisible Sound Studios, coprodotto da Mary e da Dave Nachodsky, proprietario degli studi, il nuovo album è intestato anche a Little Pink, la band formata da Tim Pruitt (chitarra), Alex Weber (basso), Ed Hough (batteria) e Dave Hadley (pedal steel). Rispetto al precedente, The Heart, Regardless rappresenta un ritorno alla tradizione più ortodossa, pur con qualche eccezione e con la capacità di scrivere melodie accessibili. La voce di Mary è sempre chiara, melodica e pulita, forse non molto caratteristica. Spicca in brani scorrevoli come Big Big World e la trascinante Sun That I Could Count On, ma anche nel country-folk Seven Stars o nella ballata Tall Timbers dove ricorda Lucinda Williams nel modo di cantare, con  la giuste dose di malinconia aggiunta dal violino di Willem Elsevier. Se Remember This, arrangiata con banjo e pedal steel, ha qualcosa del suono dei Rem, Drive That Fast è un brano di stampo folk con azzeccate melodie vocali, mentre la conclusiva ballata Sing Me A Landscape riafferma la cura negli impasti vocali e negli arrangiamenti. Un disco vario, senza brani inutili, molto curato anche nei testi.     </p>
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