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	<title>Late For The Sky &#187; Judy Kass</title>
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		<title>JUDY KASS &#8211; Beyond The Ash And Steel</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Dec 2017 22:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Baiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
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JUDY KASS
BEYOND THE ASH AND STEEL
Judy Kass    2017
Cresciuta in una famiglia newyorkese di musicisti, Judy è stata instradata allo studio del pianoforte classico da bambina, spostandosi alla chitarra e alle tastiere nell’adolescenza, quando ha iniziato a scrivere canzoni. Influenzata da cantautrici come Joni Mitchell, Laura Nyro e Janis Ian e dal jazz [...]]]></description>
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<p>JUDY KASS<br />
BEYOND THE ASH AND STEEL<br />
Judy Kass    2017</p>
<p>Cresciuta in una famiglia newyorkese di musicisti, Judy è stata instradata allo studio del pianoforte classico da bambina, spostandosi alla chitarra e alle tastiere nell’adolescenza, quando ha iniziato a scrivere canzoni. Influenzata da cantautrici come Joni Mitchell, Laura Nyro e Janis Ian e dal jazz di Miles Davis e Keith Jarrett, ha affiancato la passione per la musica agli studi universitari, rinviando l’idea di proseguire da professionista. Tuttavia è rimasta nel campo dell’educazione musicale, fondando nel 2008 il programma MusicWorks che ha aiutato molti ragazzi di famiglie non agiate a sviluppare il loro talento con lezioni e aiuti privati. </p>
<p>Nel 2001 Judy lavorava come impiegata in un’azienda che aveva sede al 48° piano del World Trade Center. Per un motivo personale era assente l’11 settembre; in quella tragica giornata ha perso trecento colleghi. In seguito ha aiutato e consigliato le loro famiglie, impegnandosi con tutte le sue forze. Superata l’emergenza, ha riversato le sue emozioni nella scrittura, riprendendo a comporre e pubblicando nel 2014 il primo disco solista Better Things, seguito da Beyond The Ash And Steel. </p>
<p>Destreggiandosi abilmente tra influenze jazz e blues e dimostrando doti vocali non indifferenti, Judy ha inciso un disco vario e sincero, con riflessioni sui momenti positivi e negativi della vita e con un apprezzabile messaggio di serenità e pace. L’accorata pianistica title track, scritta dopo avere assistito al funerale di un collega morto l’11 settembre, non si sofferma sulla tragedia, ma sul percorso da affrontare per superare il dolore e trovare la forza per affrontare il futuro. Chili Pepper Nights, che apre il disco, è un blues profumato di Sudamerica arricchito dall’armonica di John Sebastian. Le influenze jazz emergono nella leggera Laugh e in Reckless Driving, quelle folk nella cover del tradizionale The Snows They Melt The Soonest e in Turn Us Around. In chiusura la dolente e poetica ballata Selfless Deed ribadisce l’importanza degli atteggiamenti e dei comportamenti positivi per cambiare le cose. </p>
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