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	<title>Late For The Sky &#187; Jesus Rodriguez</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>Un piccolo, grande miracolo.</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 12:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Crazy Carnevale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Jesus Rodriguez]]></category>
		<category><![CDATA[Sixto Diaz Rodriguez]]></category>

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“And the winner is…Searching For Sugar Man”. Quando l’ho saputo non volevo crederci, alla notte degli Oscar di quest’anno il premio per il miglior documentario è andato ad un piccolo grande film dedicato ad un artista davvero dimenticato. Sixto Diaz Rodriguez è un cantautore ispano-americano di Detroit che ha inciso solo due dischi caduti nel [...]]]></description>
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<p>“And the winner is…Searching For Sugar Man”. Quando l’ho saputo non volevo crederci, alla notte degli Oscar di quest’anno il premio per il miglior documentario è andato ad un piccolo grande film dedicato ad un artista davvero dimenticato. Sixto Diaz Rodriguez è un cantautore ispano-americano di Detroit che ha inciso solo due dischi caduti nel dimenticatoio quasi subito, tanto che lui ha finito col mettersi a fare un lavoro normale in tutt’altra direzione rispetto alle proprie aspirazioni artistiche. Al punto tale che Rodriguez (il nostro registrava per l’etichetta Sussex usando solo il cognome e firmando i brani come Jesus Rodriguez) è stato creduto morto per anni.</p>
<p>All’origine di questo bel documentario &#8211; disponibile in DVD – c’è l’incredibile successo di questo autore in Sudafrica. Già perché l’unico paese al mondo in cui i suoi dischi hanno venduto, all’insaputa dell’autore, è stato proprio il Sudafrica dove la sua musica giunse per interposta persona quando una ragazza americana vi portò un nastro con le sue canzoni e ne fece dono ad un amico che le trasmise per radio, di lì l’inizio di questo straordinario miracolo che ha fatto diventare di platino i dischi del musicista di Detroit, peraltro sempre ignaro della cosa!</p>
<p>Mentre lui faceva l’operaio a Detroit i giovani sudafricani lo eleggevano a personaggio di culto credendolo defunto per il fatto che non riuscivano a trovare nessuna informazione su di lui.<br />
Il documentario racconta con amore e semplicità di come un appassionato sia riuscito a rintracciarlo e a convincerlo ad esibirsi per alcuni concerti davanti ad un pubblico entusiasta.</p>
<p>Una storia che ha dell’incredibile, resa ancora più bella dal fatto che la musica di Rodriguez è ancor oggi notevole e i suoi testi densi di significato: nel film, diretto dallo svedese Malik Bendjelloul, naturalmente oltre ai produttori che hanno lavorato con lui, al proprietario della Sussex e ai fan sudafricani, sono presenti anche Rodriguez e i suoi familiari, la colonna sonora è composta da molte canzoni tratte dai due dischi (usciti rispettivamente nel 1970 e nel 1971) oltre che da un paio di inediti d’epoca.</p>
<p>Inutile dire che nel frattempo i dischi sono stati anche ristampati in CD e che la colonna sonora è stata pubblicata dalla Light In The Attic/Legacy lo scorso anno.<br />
Il film presentato nel 2012 al Sundance Festival, dove ha vinto premio della giuria e quello del pubblico per la sezione documentari,  si è aggiudicato in seguito altri premi fino al trionfo nella notte degli Academy Awards lo scorso 24 febbraio.</p>
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