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	<title>Late For The Sky &#187; Jesus And Mary Chain</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>I miei luoghi oscuri</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 22:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Tagliabue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Juke Box all'Idrogeno]]></category>
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		<description><![CDATA[
Erano entrati nella storia del rock direttamente al via, solo un paio d’anni prima, con l’epocale debutto di Psychocandy. La lezione dei Ramones, melodie semplici e tonnellate di energia, riveduta e corretta con un reattore nucleare in luogo della vecchia centrale elettrica dei quattro newyorkesi e tutte le lancette costantemente sul rosso. Ma se Psychocandy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/_w9sCTtZ9EA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Erano entrati nella storia del rock direttamente al via, solo un paio d’anni prima, con l’epocale debutto di Psychocandy. La lezione dei Ramones, melodie semplici e tonnellate di energia, riveduta e corretta con un reattore nucleare in luogo della vecchia centrale elettrica dei quattro newyorkesi e tutte le lancette costantemente sul rosso. Ma se <em>Psychocandy</em> era stato il <em>White Light/White Heat </em>dei due fratellini Reid, è con il successivo <em>Darklands</em> che la parabola del gruppo scozzese sembra definitivamente allinearsi a quella dei Velvet Underground: dopo il furore arriva il momento dell&#8217;introspezione. I ritmi rallentano, le tonnellate di feedback spariscono, le atmosfere si fanno torbide e malsane:<em> Darklands </em>è un viaggio estenuante, oscuro e peccaminoso, nelle profondità dell’io alla ricerca del lato nascosto (<em>I’m going to the darklands/to talk in rhyme with my caotic soul</em>), lontano dai sogni, dalle risate, dalle pulsazioni di un mondo inerte, verso quella linea immaginaria dove Inferno e Paradiso hanno il confine incerto. Dieci ballate che non lasciano scampo, che non vogliono sentir parlare di speranza (<em>Nine millions of rainy days/have swept accross my eyes</em>), che recano già il sapore amaro della disillusione, della riflessione, della presa di coscienza, della sconfitta. Sembrano passati secoli dagli sberleffi adolescenziali di <em>Psychocandy</em>, la maturità forse è arrivata troppo in fretta e, con essa, l’ultimo sussulto creativo. Dopo di che sarà soltanto routine, magari –ancora per un po’- di classe, ma soltanto routine.<br />
(da LFTS n.80)</p>
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		<title>Il miele&#8230;prima della tempesta</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 21:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Tagliabue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Juke Box all'Idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Jesus And Mary Chain]]></category>

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La dolcezza infinita di una meravigliosa canzone d&#8217;amore secondo i Jesus And Mary Chain. Una cascata di miele prima che si scatenino tonnellate di elettricità, con le chitarre costantemente in feedback, ed i confetti psichici che hanno cambiato il gusto degli anni ottanta si rivelino nella loro essenza più pura. Quanta nostalgia, e oggi quanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/69LFZzYPogY?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/69LFZzYPogY?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>La dolcezza infinita di una meravigliosa canzone d&#8217;amore secondo i Jesus And Mary Chain. Una cascata di miele prima che si scatenino tonnellate di elettricità, con le chitarre costantemente in feedback, ed i confetti psichici che hanno cambiato il gusto degli anni ottanta si rivelino nella loro essenza più pura. Quanta nostalgia, e oggi quanta tenerezza, per quelle acconciature improbabili, quei vestiti neri attillati, quella strumentazione scarna&#8230;per quei giorni, ormai lontanissimi, in cui tutto stava per succedere&#8230; </p>
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